Nel Silenzio delle conchiglie Helen Keller, una delle donne più famose di ogni tempo, racconta i primi anni della sua vita. Siamo nel 1880, la piccola Helen ha solo pochi mesi quando viene colpita da una terribile malattia in seguito alla quale perde la vista e l’udito. La sua vita diventa all’improvviso silenzio e buio senza fine. L’impossibilità di comunicare con gli altri la tortura fino all’età di sette anni, quando finalmente arriva un angelo: Anne Sullivan, una delle primissime insegnanti in grado di confrontarsi con alunni sordi e cechi. È l’inizio di una nuova vita. Grazie ad Anne la piccola Helen imparerà a parlare, a scrivere, a leggere (in braille) e il significato della parola “amore”. Sostenuta da una passione senza fine e da un coraggio eccezionale, Helen Keller diventerà il simbolo di una straordinaria battaglia per la libertà raggiungendo traguardi impensabili per qualunque donna del suo tempo. Grande come Nelson Mandela, Madre Teresa e Martin Luther King, Helen Keller ha dato una speranza a milioni di persone in ogni continente. La sua storia cambierà per sempre il vostro modo di vedere il mondo.

2021 RHC, Task 16: Leggi un libro sulla disabilità scritto da una persona disabile

Il silenzio delle conchiglie è stata una lettura incredibilmente solare e positiva: è difficile non lasciarsi contagiare dall’entusiasmo e dalla voglia di esplorare il mondo che Keller diffonde raccontando dei primi anni della sua vita. E parliamo davvero dei primi anni della sua vita, visto che questa autobiografia è stata pubblicata quando Keller aveva appena ventidue anni ed è stata scritta mentre era al college.

Quindi si può dire che il maggiore difetto de Il silenzio delle conchiglie è la mancanza di tutte le attività e tutti i pensieri che Keller svilupperà lungo la sua ricchissima vita di attivista politica, non solo per i diritti delle persone disabili, ma anche per le donne, le persone razzializzate e la classe lavoratrice. Se siete in cerca di un libro che vi dia una visione completa di Keller, questo potrebbe non essere il libro che fa per voi. Lo consiglierei più se volete farvi un’idea della donna straordinaria che è stata Keller.

Un altro aspetto che può suscitare delle perplessità è il fatto che, essendo un libro del 1903, ha un approccio al dato autobiografico abbastanza diverso da quello a cui siamo abituatз oggi: ci sono molte informazioni che sembrano in sovrappiù, mentre altre che avvertiamo come basilari mancano del tutto. Tenete anche conto che questa edizione, l’unica italiana a quanto ne so, per decisione dell’editore, manca di alcune lettere e dell’approfodimento sulla formazione di Keller presenti nell’edizione originale.

Per me resta comunque un libro da leggere: vi lascio anche il link alla recensione del film che ne è stato tratto, Anna dei miracoli, fatta da The Butcher. Magari adesso che ho letto il libro, ci faccio un pensierino.