
CW: violenza sessuale, abuso, suicidio
Descrizione: Virginia Roberts Giuffre è nota come la vittima di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell che dopo anni di ripetuti abusi ha deciso di parlare del suo passato e ha contribuito alla condanna di entrambi. È la ragazza ritratta con il principe Andrew in una foto che ha fatto il giro del mondo. Ma la sua storia finora non era mai stata raccontata tutta per intero, non con le sue parole.
Nell’aprile 2025 Giuffre si è tolta la vita. Ha lasciato un memoir scritto nel corso degli ultimi anni di vita e la disposizione di pubblicarlo. Nobody’s Girl è il racconto potente e spietato della vita di una ragazza cresciuta fra straordinarie difficoltà, il resoconto del tempo passato con Epstein e Maxwell, che hanno ceduto lei e altre ragazze come merce a un gran numero di uomini potenti. Le molestie subìte da bambina, l’adolescenza complicata, e poi, a diciannove anni, la fuga dal controllo di Epstein e Maxwell e una nuova vita: questa la sua storia. Il peso di quel passato incancellabile ha indotto Giuffre a trovare il coraggio di accusare i due e di scendere in campo a favore di altre vittime.
Le pagine di Nobody’s Girl sono un’affermazione della volontà incrollabile di Giuffre di uscire dalla condizione di vittima, di far luce sugli abusi subiti e di lottare per un mondo più sicuro e più giusto.

Questo libro sgomenta: non importa quanto conosciate della storia di Roberts, quanto abbiate spulciato gli Epstein files, quanto abbiate visto documentari e seguito la vicenda. Non c’è modo di essere preparatə all’abisso nel quale gran parte degli uomini che Roberts ha incontrato nella sua vita l’hanno precipitata, facendola sprofondare sempre più in fondo ogni volta che uno di loro non si è fatto problemi a usarla a suo piacimento. Certo, non tutti gli uomini, ma di sicuro ancora troppi.
È il tipo di libro che non vorrei leggere perché so che mi farà stare male, ma mi sento in dovere di farlo perché ho molto rispetto del dolore che causa la decisione di rivangare i traumi perché vengano organizzati in un memoir. È il tipo di libro che racconta la storia di abusi culminata con l’entrata in scena di Epstein e un’altra storia, una che Roberts non era ancora pronta a raccontare e che si intravede nelle pieghe della sua testimonianza.
Roberts inizia a raccontarci degli abusi sessuali subiti in famiglia da suo padre e da un suo amico e di come questi l’abbiano convinta di non potersi aspettare niente di diverso dagli uomini e l’abbiano resa vulnerabile davanti alla terribile catena di violenze che alla fine l’hanno portata nelle mani di Epstein. Il suo sistema di sfruttamento e favori funzionava così bene che quasi nessuno ha subito conseguenze e si può dire che – per il momento – abbia protetto se stesso, lasciando che il peso ricadesse sulle spalle delle sopravvissute.
Ma, come dicevo, c’è anche un’altra storia, una che rimane nascosta in Nobody’s Girl e che Roberts aveva iniziato a raccontare solo dopo che il libro era stato scritto. Amy Wallace, che è stata la collaboratrice di Roberts nella stesura, in una nota ci dice che la donna aveva subito diversi abusi da parte di suo marito. Non ce n’è traccia esplicita in Nobody’s Girl, ma ci sono diversi episodi che mi hanno fatto accapponare la pelle perché mi sono sembrati seguire il copione delle donne che cercano di minimizzare le violenze che vengono dai mariti.
Purtroppo non sapremo mai come sarebbe andata questa parte della storia di Virginia Roberts: dal 25 aprile 2025 non è più tra noi e mi devasta pensare che non potrà avere l’ultima parola nella sua storia.
Se io dovessi morire, voglio essere certa che Nobody’s Girl uscirà lo stesso. Credo abbia il potenziale di influire su molte vite e di promuovere un dibattito necessario su queste gravi ingiustizie. Mi rimetto a voi affinché questo desiderio venga realizzato. Vi ringrazio del vostro sostegno, della vostra pazienza e, soprattutto, del vostro amore.




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