Copertina di Una gatto per i giorni difficili di Syou Ishida: raffigura un gattone rosso accovacciato su tavolino di vetro, visto dal basso, mentre osserva una tazza da tè piena che sta cadendo a terra.

Descrizione: Su per la Fuyachodori, ovest sulla Rokkakudori, giù per la Tomikojidori, est per la Takoyakushidori: è facile perdersi nel dedalo di strade del centro di Kyoto. Qui, nascosta tra condomìni anonimi e vicoli bui, c’è una clinica speciale. Può essere trovata grazie al passaparola solo da chi sente davvero di aver smarrito se stesso ed è in cerca di un aiuto, una mano tesa. Il trattamento che offre, infatti, è unico nel suo genere: a ciascuno, secondo il caso, si prescrive un gatto. Ad affidarsi con un po’ di sorpresa e di iniziale scetticismo alle cure feline saranno un impiegato stufo delle sopraffazioni, un uomo che si sente sempre fuori posto, una ragazzina immalinconita dal rapporto conflittuale con la madre, una stilista di borse alla ricerca di un nuovo equilibrio emotivo e un’apprendista geisha oppressa dal senso di colpa. Le loro vite ordinarie saranno sconvolte dai nuovi amici non umani: Bi, una meticcia di otto anni che ama mangiucchiare la carta; Margot, una gattina dagli occhi verdi come il tè che detesta le porte chiuse; un micetto di pochi mesi che scatenerà ricordi dolorosi; una coppia di gattini che sono come il giorno e la notte, e insieme speranza di un futuro vitale e coraggioso; e infine, gli amanti delle fughe notturne Chitose e Mimita. Saranno proprio loro, con piccoli disastri e un grande bisogno di cura, a dare una svolta alle giornate dei nuovi padroni, restituendogli la spinta per cambiare finalmente le loro vite.

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La cosa migliore da fare nell’approcciarsi a questo libro è lasciarsi andare e abbracciare senza riserve il proprio lato gattaro, lasciando che i gatti pucciosi prescritti in questa bizzarra clinica facciano la loro magia e ci facciano rilassare grazie alle loro interazioni con ə pazienti. Questo per evitare che nel vostro cervello si faccia spazio la consapevolezza che, sebbene l’idea di una clinica dove si prescrivono dei gatti sia intrigante, la resa sia modesta.

Forse per la brevità di ogni storia – ogni capitolo è dedicato a unə paziente e al gatto prescritto – o forse per la scrittura ancora immatura di Ishida, si ha la sensazione che alcuni gatti funzionino troppo bene fin da subito, considerando il problema sul quale dovevano intervenire e questo intacca la verosimiglianza.

Poi è vero che sarete molto distrattə nel fare le smorfiette davanti alla pagina perché avrete riconosciuto un tipico comportamento delle nostre adorabili palle di pelo, ma sappiate che l’ho appena finito e già me lo sto dimenticando. È un po’ come quando incontrate un gatto sconosciuto che ha voglia di coccole: siete felici che le vostre carezze e i vostri grattini siano ben accolti, ma non è che vi ricordate ancora di lui dopo che è passato del tempo.

Quindi consiglierei Un gatto per i giorni difficili per un momento di leggerezza in cui avrete voglia di pelo morbido, occhi sornioni e code all’insù in cerca di attività interessanti e ricreative degne di sua maestà.

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Valutazione del libro: tre stelline gialle

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