Buon mercoledì, prodi seguaci!🌍

È la Giornata Mondiale della Terra e volevo uscirmene con la recensione del libro di Greta Thunberg, ma siccome non mi è piaciuto granché non mi sembrava un gran modo di festeggiare. Quindi niente post in tema, ma le solito recensioni di libri!🌻

Nichol Seacliff sta affrontando il momento più difficile della sua vita. È l’unico erede di un allevamento di pecore sull’orlo del fallimento sull’isola di Arran, un giovane uomo che si sente molto solo. I suoi unici compagni sono il burbero nonno Harry e tre cani pastore che non obbediscono ai suoi fischi.
Proprio quando sta pensando di mandare tutto all’aria, in una notte ostile durante l’infuriare di una tempesta, un estraneo fa irruzione in una stalla. Con i nervi già a pezzi, Nichol è pronto ad affrontare la situazione con il fucile, ma subito si accorge che l’intruso non ha cattive intenzioni. Cameron è un ragazzo che si è perso e sta scappando da un passato equivoco e pericoloso vissuto a Glasgow.
Man mano che l’inverno dell’isola si scioglie in un’estate meravigliosa, Cameron trova un posto non solo alla fattoria ma anche nel cuore di Nichol. Persino Harry non riesce a resistere al suo fascino. Ma Cameron non può liberarsi dalle ombre che lo seguono, e il terribile segreto che nasconde ha la forza di una marea impetuosa che potrebbe portare via e distruggere la felicità che ha appena trovato con Nichol.

Ho letto questo libro in inglese (Scrap metal), ma visto che data la mia prontezza nello scrivere le recensioni nel frattempo è uscito in italiano, vi metto direttamente l’edizione di Triskell, qualora questo romanzo vi incuriosisse. Però, ecco, non posso sapere se Ida Giannini abbia fatto un buon lavoro di traduzione, perché non l’ho letto in italiano.

Nel complesso, Scrap metal mi è piaciuto: la storia scorre bene, con entrambi i protagonisti, Nichol e Cameron, che si ritrovano in una situazione difficile e che cercano di tenere botta. Si troveranno e cercheranno di sfangarla insieme. Non ho per niente apprezzato nonno Harry, perché non sopporto le vecchie teste che si comportano da stronze e che andrebbero scusate solo per la loro anzianità.

Anche il finale non mi ha fatto impazzire, un po’ troppo melodrammatico, ma sicuramente mi ricorderò di Scrap metal per le descrizioni di questa fattoria sull’Isola di Arran, in Scozia, un elemento non così comune nei romance, dove non si spendono tante parole sulla bellezza dei paesaggi. Fox invece ti fa proprio venire voglia di partire per la Scozia.

Il più grande desiderio di Shane Perkins è essere un eroe. Ma dopo aver preso la decisione di lottare fino alla morte mentre la sua carriera viene distrutta, Shane torna a casa dall’ospedale e trova quattro mura vuote, un mucchio di soldi e un desiderio bruciante di avere qualcuno che sentirà la sua mancanza la prossima volta che verrà ferito compiendo il suo dovere. Finisce a fare l’agente di polizia nella piccola cittadina di Levee Oaks e, ossessionato dalla promessa di una famiglia, fa uno sforzo per riconciliarsi con sua sorella, volubile e inquieta. Kimmy si guadagna da vivere ballando e il suo partner toglie il fiato a Shane dal primo istante.
Mikhail Vasilyovitch Bayul balla come un angelo, ma il suo passato è tutto tranne che celestiale. Da quando ha lasciato la Russia, ha fatto solo due promesse: di stare alla larga dalla strada, di rimanere pulito e di portare sua madre in qualche bel posto prima lei che muoia. Fare promesse a chiunque altro è fuori discussione, però Mikhail non ha mai conosciuto nessuno come Shane. Serio, coraggioso, con la tendenza a sminuirsi, Shane sembra parlare il suo linguaggio e nessuno è più sorpreso di Mikhail nello scoprire che il miglior talento di Shane è quello di mantenere le promesse.

Promesse fatte è il secondo volume della serie Promises, con due protagonisti diversi, Shane e Mikhail, ma fanno la loro comparsa anche Carrick e Deacon con la loro famiglia e i loro casini.

Il romanzo mi è piaciuto: Amy Lane è una maestra del drama, nel senso che ne mette a tonnellate nei suoi libri, ma riesce a dosarlo bene in modo che non risulti mai troppo. Costruisce dei personaggi che hanno avuto e hanno vite difficili e li fa interagire tra di loro, lasciando che i sentimenti che provano siano uno sprone per fare meglio, ma non la cura di tutti i mali.

Mikhail ha un passato di tossicodipendenza e un presente di sforzi per mantenere una promessa fatta a sua madre, malata terminale; Shane, invece, è in cerca di una famiglia e della qualifica di eroe, che spesso lo mette nei guai. Vederli costruire piano, piano una relazione – Mikhail così pieno di spine e Shane così pieno di premure – rende Promesse fatte una bella lettura.

Nicholas Sayers ha bisogno di denaro per poter frequentare gli studi e si fa assumere come assistente da un famoso fotografo, Damian Wolfe. Deve solo aiutarlo a fare fotografie, giusto? Sbagliato. Nick non si mai fatto domande su se stesso, su che tipo di uomo possa essere e cosa voglia veramente nella sua vita, ma lavorare per Damian durante scatti di foto BDSM gli apre gli occhi su ogni sorta di possibili esperienze sessuali e molte di queste includono il bellissimo Damian Wolfe.
Damian ha dei seri dubbi nel lasciarsi coinvolgere in una storia con un giovane che non conosce niente di ci che riguarda lo stile di vita BDSM, ma lo spirito di avventura di Nick e il suo umorismo nell’approccio con questa nuova esperienza sono troppo affascinanti per poter resistere. Nonostante si renda conto della possibilità che possa essere un errore enorme, Damian coinvolge Nick in quella vita.
Destreggiarsi al limite del proprio controllo, la sottomissione e il dolore eccitano Nick pi di quanto avrebbe mai pensato fosse possibile. Grazie a Damian, impara a conoscere i propri desideri più nascosti e scopre che cedere il controllo di se stesso non lo rende debole. Concedere il controllo del proprio piacere sessuale a qualcun altro aumenta il suo piacere. Il contrario vero per Damian: il controllo lo eccita. Così cominciano a esplorare insieme i loro confini verso la sensualità, non aspettandosi di trovare l’amore lungo la strada.

Ho una regola personale quando si tratta di romance: diffidare di quelli con in copertina la gente nuda e senza faccia. Quando ho comprato questo libro, mi sa che ancora non avevo affinato il mio sesto senso per quanto riguarda questo genere: cosa potrebbe mai andare storto, infatti, se in in copertina c’è addirittura un culo?

Innanzi tutto, state lontanu da questo libro se praticate BDSM perché altrimenti vi prende una sincope tanto questo libro è lontano dalla regola del SSC (Sano, Sicuro, Consensuale). Tanto per cominciare, il dominatore è il datore di lavoro del sottomesso e già sul piano etico nascono tutta una serie di problemi spacciati per azioni sexy anche se il disagio si taglia con il coltello.

Poi ci sono due situazioni esplicitamente violente spacciate per normali. Se un mio amico mi telefonasse e mi raccontasse episodi di quel tipo, gli direi senza esitazione che è stato vittima di violenza psicologica e gli passerei qualche numero utile. Davvero, mi sono sentita male per Nicholas, che rabbia quando il BDSM viene usato come scusa per fare all’altra persona quel che si vuole senza accertarsi di avere il suo consenso informato.

L’affascinante mascalzone Tristan Northwood sembra avere tutto: un nome antico, un titolo ereditario, un’amabile moglie, e un figlio che adora. Le donne lo amano, gli uomini lo ammirano, e sembra che non ci sia niente che non possa fare, che sia sedurre una moglie dell’alta società, o vincere una corsa con i carri. La Società non sospetta affatto che il nome non significhi niente per lui, la sua fortuna sia sotto il controllo di suo padre, e che lui non abbia interesse nella moglie tranne per un’amicizia davvero distante. La Società lo annoia, e accetta le sfide perché si sente vivo solo quando si trova sul limite… fino a quando il fratello di sua moglie torna a casa dalla guerra.
Charles Mountjoy, decorato eroe di guerra, tira fuori Tris dalla sua disperazione, inspirandogli sentimenti di passione che non aveva mai sospettato di essere in grado di provare.
Quasi terrificanti quanto questi sentimenti per Charles sono i segni che Charles potrebbe ricambiare il suo affetto – o anche peggio, che Charles vede l’uomo che Tristan ha cercato così tanto di nascondere al mondo.

Cuori affini mi ha sorpreso con un personaggio secondario aroasessuale senza che io ne sapessi niente. Non mi ha entusiasmato il fatto che fosse lì solo per sposare Tristan, uno dei protagonisti, e per dare il suo benestare alla sua relazione con Charles, l’altro protagonista, ma nondimeno l’assoluta indifferenza di Charlotte all’ars amatoria di Tristan mi ha fatto sbellicare (anche se non avrei dovuto perché il poveretto ci rimane malissimo).

Per il resto, Cuori affini mi è piaciuto, anche se più la prima parte della seconda: infatti, in questo romanzo ci sono due climax. Il primo è molto riuscito e riesce a tenere alta l’attenzione del lettere, mentre la seconda non è altrettanto efficace e durante la lettura mi sono un po’ annoiata.

Per quanto riguarda la parte storica, mi sembra piuttosto curata, anche se dovreste chiederlo a un’appassionatu di Età della Reggenza, cosa che io non sono.

E questo è tutto per oggi. Mi raccomando, non tenete il rubinetto aperto mentre vi lavate i denti (e io ogni volta mi chiedo: c’è davvero chi lo fa ancora? È una raccomandazione che sento fare da tutta la vita) e fate quanto in vostro potere per inquinare il meno possibile.

A presto!🐝