Copertina di Abilisti fantastici e dove trovarli di Marina Cuollo: raffigura una persona in carrozzina, di spalle ma girata leggermente di lato, mentre alza la mano destra con il dito medio alzato.

Descrizione: Con abilismo si intende “l’atteggiamento discriminatorio e pregiudizialmente svalutativo verso le persone con disabilità”, o, per dirlo con le parole di Marina Cuollo, “quella sottile e squisita pratica sociale che trasforma la vita delle persone con disabilità in una gita all’inferno”.

Il mondo è stato progettato come se esistesse un unico tipo di corpo.

Se il tuo non rientra nei canoni, preparati a sentirti inadeguato, tra scale nascoste dietro ogni angolo e parcheggi riservati mai liberi, aiuti non richiesti e pacche sulle spalle. Pensiamo che, se la discriminazione non viene nominata, farà meno male o sparirà. Non è così, purtroppo. C’è bisogno di parlarne.

Ed è questo che fa Marina Cuollo in Abilisti fantastici e dove trovarli: tratteggia una fenomenologia dei “dotati di norma”. Nella galleria dei personaggi troverete esemplari come l’Homo misericordiosus, il Tuttologo, il Punisher e la FemministaTM, corredati da una lista di rimedi per neutralizzarli.

Racconta anche la realtà dei “carrozzati” sul lavoro, in famiglia e nelle relazioni, fino ad arrivare a temi universali come l’amicizia, il sesso e la morte.

Marina Cuollo smantella le incoerenze e le ipocrisie della società abilista, con la sua arma d’elezione, l’ironia, per “seminare in velocità, che i tuoi siano piedi o ruote, tutto il triste della vita”.

Divisore

Non ricordo com’è che Abilisti fantastici e dove trovarli è finito nella mia lista di libri da leggere – una mia brutta abitudine, mi segno i titoli interessanti, ma li leggo dopo eoni e vattelappesca chi me lo aveva consigliato – ma sono molto felice che lo abbia fatto perché è l’unione riuscita tra un libro umoristico e uno informativo.

Un’unione che non è niente affatto semplice: si rischia costantemente di scadere nel banale e nel lasciare che la battuta svilisca questioni che già non se la passano bene sul fronte della visibilità. Cuollo è stata molto brava: è un libro dannatamente divertente e capace di creare uno spazio dove chiunque può ridere dei comportamenti assurdi che tendiamo ad assumere davanti alle persone disabili.

Io sono stata di sicuro una bambina Pesce Lesso: mi ricordo distintamente di quando chiesi a mia madre perché una persona adulta si faceva spingere da un’altra in quello che per me era un passeggino da bambinə piccolə. Mia madre mi rimbrottò subito, dicendomi di smettere di fissarla perché è maleducazione; poi fuori dalla portata d’orecchio della vittima della mia innocente curiosità, mia madre mi spiegò l’esistenza delle carrozzine e delle persone che ne avevano bisogno per muoversi.

E sicuramente sono una Femminista™ perché io qui sto a fare la splendida, ma sul blog faccio largo uso dello schwa, che i lettori di schermo non sanno leggere. Quindi sono la classica femminista che predica bene e razzola male: a mia discolpa dirò che spero che la diffusione dello schwa (o di un’altra alternativa inclusiva, perché limitarsi) possa portare ad aggiungerlo anche ai lettori di schermo. Nel frattempo, ho almeno imparato ad aggiungere il Testo Alternativo (o Alt-Text) alle immagini e invito anche voi che bloggate a fare altrettanto: non costa niente ed evitiamo che una persona con una disabilità visiva si trovi davanti un buco nero che il lettore di schermo non può leggere. Cerchiamo di coltivare l’attenzione per le necessità altrui, anche nelle piccole cose, in questo mondo sempre più cattivo.

Divisore
Valutazione del libro: quattro stelline gialle
Reazioni nel fediverso

2 risposte a “Abilisti fantastici e dove trovarli di Marina Cuollo”

  1. La seguo da tanto ma devo ancora recuperare quello che ho scritto

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    1. È molto simpatica, è un libro che ci sta con questo caldo

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