Buon lunedì, prodi seguaci!🍇
Galeotto fu il podcast Vagabondi di Edizioni E/O, perché hanno un modo di parlare dei libri che pubblicano che ti fa venire voglia di leggere (quasi) qualsiasi cosa menzionino, ma devo dire che fin qui i loro consigli non mi hanno mai delusa. Non fa eccezione Artemisia di Alexandra Lapierre, che sto leggendo in questa edizioni Mondadori, perché MLOL aveva questa e non quella di E/O. Eccovene una citazione.
Artemisia tornava sul campo di tutte le sue battaglie, cinta di onori e sicura della propria identità. Per lei era suonata l’ora di ricongiungersi alle sue radici e di riconciliarsi con se stessa.
Artemisia Lomi e la signora Stiattesi appartenevano ormai al passato. Avrebbe ripreso il suo patronimico, restituito a quel nome il lustro che Orazio non avrebbe saputo conservargli.
A Roma lei sarebbe stata “Gentileschi”, capofamiglia.
A ventott’anni si era ormai conquistata una posizione sociale, ma soprattutto un’esistenza giuridica, dei diritti e un potere legale.
La sua sigla contrassegnerà da allora un poi gli atti notarili; la sua firma autentificherà i contratti d’affitto e i compromessi.
Libera da ogni tutela, padrona del proprio destino, Artemisia non dipendeva che sa se stessa. Nei registri di censimento figurava ormai come “padrona di casa”. “Artemisia Gentileschi, pittrice”.

Descrizione: Roma, anno 1611. La giovane pittrice Artemisia si batte furiosamente per imporre il suo talento. L’avversario più temibile che le si para di fronte altri non è che il padre, il grande pittore Orazio Gentileschi. Artemisia è il dramma di una passione folle, della tenerezza e dell’odio di due creature incatenate dai legami di sangue. Ma soprattutto è l’avventura di una delle prime pittrici della storia, una donna che infranse tutte le norme per conquistare la gloria e la libertà.


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