Buon lunedì, prodi seguaci!🐈‍⬛

Quest’estate non mi vuole mollare, quindi piglio dalla mia libreria due raccolte di fiabe agili agili che è altamente improbabile che leggerò da qui alla fine del mese, ma intanto verranno spostate nella pila di volumi da leggere a breve. Circa.

Divisore rosso, due rami incrociati

Il primo libro pigliato è La montagna dei gatti di Ferdinand Grimm, fratello minore dei celeberrimi Jacob e Wilhelm, che non hanno bisogno di grandi presentazioni. Perché, se Ferdinand raccoglieva fiabe, non troviamo anche il suo nome accanto a quello dei fratelli? Perché era la pecora nera della famiglia Grimm: negli scambi epistolari tra familiari, viene descritto come un fannullone e uno scansafatiche. Tutto però sembra precipitare nell’oscuro Natale del 1810, quando, a giudicare dagli accenni a una vita innaturale e invertita negli epistolari, si pensa che il buon Ferdinand annunciò a tuttə di essere gay. Essendo considerato un’onta all’onore della famiglia, le sue opere non hanno mai avuto grande attenzione: questa piccola antologia pubblicata da L’Orma Editore ce ne dà un assaggio.

Copertina di La montagna dei gatti di Ferdinand Grimm: raffigura quattro gatti, uno adulto e tre piccoli, che giocano intorno (e sopra) uno sgabello imbottito. Sulla sinistra si vede anche un piattino.

Descrizione: Nella famiglia Grimm a scrivere fiabe furono in tre. Oltre ai celebri Jacob e Wilhelm, infatti, anche il fratello minore Ferdinand raccolse e compose storie tratte dalla fantasia popolare. Ma di quella stessa famiglia Ferdinand fu anche la pecora nera. L’indubbio talento narrativo, l’assidua attività di scrittore e il lavoro di redattore delle edizioni di autori come Heinrich von Kleist non bastarono a garantirgli la stima degli illustri fratelli, che giunsero anzi a misconoscerlo per via della personalità anticonformista e dell’omosessualità che probabilmente dichiarò in un burrascoso Natale del 1810.
Le fiabe e le leggende che compongono La montagna dei gatti presentano per la prima volta in italiano il meglio dell’opera letteraria del «terzo Grimm»: un universo magico e sorprendente, popolato di nani e re scontrosi, di gigantesse bambine e prodi cavalieri, dove i castelli sorgono sul fondo dei laghi e i cavalli spiccano il volo verso i Campi Elisi. Una scoperta letteraria affascinante che riporta alla luce un tesoro di immaginazione e incanto.

Divisore rosso, due rami incrociati

Il secondo libro pigliato è una delle ultime raccolte di fiabe popolari toscane raccolte dal caro Carlo Lapucci ed è Se ne stettero e se ne godettero. Com’è consueto nelle raccolte di Lapucci, ogni fiaba ha il suo contesto, la sua storia, il suo senso, cosa che dà sempre uno spessore in più ai suoi lavori. Non ho mai chiuso un libro di Lapucci insoddisfatta.

Copertina di Se ne stettero e se ne godettero. Fiabe popolari toscane di Carlo Lapucci: raffigura il disegno a colori di un albero abitato da varie figure classiche delle fiabe popolari: un castello con il suo re, un mago, un orco, uno gnomo, un menestrello, un drago, un cavaliere, un ragazzo che sposa una ragazza, una gallina d'oro, una figura con cappello e sciabola, un saltimbanco.

Descrizione: Si può davvero vivere “per sempre felici e contenti”? Le fiabe tradizionali toscane, qui trascritte con maestrie e fedeltà alle diverse fonti, ci pongono di fronte a questa e ad altre domande con cui l’umanità si confronta da secoli. Nel libro scopriremo come il giovane Duino, considerato senza valore, conquisterà il cuore della principessa amata, oppure come l’ingegno di Chiarantina, unito alla bontà e alla pazienza di Rosaura, porterà entrambe verso un meritato “lieto fine”, anche se non quello delle classiche fiabe. Leggendo di orchi e maghi, fate e principesse, grandi e piccini potranno attingere all’antica saggezza di cui è permeata la nostra tradizione orale, scoprendo soprattutto l’importanza di apprezzare quello che si ha, rispetto a ciò che si potrebbe ottenere.

Divisore rosso, due rami incrociati

E questo è quanto! Voi siete da qualche parte spaparanzatə? Spero di sì, magari in compagnia di un bel libro; mio mi sto facendo forza pensando che tra un mesetto l’estate sarà ufficialmente finita (poi se ufficiosamente finisce un po’ prima non mi lamento, visto che mi ha dato il dispiacere di iniziare più di un mese prima, accidenti alla crisi climatica!).

A presto!🍉

Reazioni nel fediverso

Una risposta a “PdM 2026: il piglio di agosto”

  1. Spostare i libri da un angolo all’altro senza leggerli sembra un po’ come quei gruppi di prova nei test sui farmaci che ricevono un placebo e dicono che stanno molto meglio. 😁

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