Buon lunedì, prodi seguaci!🍇

Galeotto fu il podcast Vagabondi di Edizioni E/O, perché hanno un modo di parlare dei libri che pubblicano che ti fa venire voglia di leggere (quasi) qualsiasi cosa menzionino, ma devo dire che fin qui i loro consigli non mi hanno mai delusa. Non fa eccezione Artemisia di Alexandra Lapierre, che sto leggendo in questa edizioni Mondadori, perché MLOL aveva questa e non quella di E/O. Eccovene una citazione.

Artemisia tornava sul campo di tutte le sue battaglie, cinta di onori e sicura della propria identità. Per lei era suonata l’ora di ricongiungersi alle sue radici e di riconciliarsi con se stessa.

Artemisia Lomi e la signora Stiattesi appartenevano ormai al passato. Avrebbe ripreso il suo patronimico, restituito a quel nome il lustro che Orazio non avrebbe saputo conservargli.

A Roma lei sarebbe stata “Gentileschi”, capofamiglia.

A ventott’anni si era ormai conquistata una posizione sociale, ma soprattutto un’esistenza giuridica, dei diritti e un potere legale.

La sua sigla contrassegnerà da allora un poi gli atti notarili; la sua firma autentificherà i contratti d’affitto e i compromessi.

Libera da ogni tutela, padrona del proprio destino, Artemisia non dipendeva che sa se stessa. Nei registri di censimento figurava ormai come “padrona di casa”. “Artemisia Gentileschi, pittrice”.

Copertina di Artemisia di Alexandra Lapierre: riporta un dettaglio di Autoritratto come santa Caterina d'Alessandria (1615-1617) di Artemisia Gentileschi.

Descrizione: Roma, anno 1611. La giovane pittrice Artemisia si batte furiosamente per imporre il suo talento. L’avversario più temibile che le si para di fronte altri non è che il padre, il grande pittore Orazio Gentileschi. Artemisia è il dramma di una passione folle, della tenerezza e dell’odio di due creature incatenate dai legami di sangue. Ma soprattutto è l’avventura di una delle prime pittrici della storia, una donna che infranse tutte le norme per conquistare la gloria e la libertà.

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