Buon venerdì, prodi seguaci!🪸
Questo mese ho pigliato due libri sulla divinità femminile e sullo sguardo femminista sulle religioni e sui miti antichi.

Il primo libro pigliato è Quando dio era una donna di Merlin Stone, che è stata un’importante intellettuale femminista. Questo è forse il suo testo più famoso e influente: uscito per la prima volta nel 1976, fu una pietra miliare nello sviluppo della teologia femminista degli anni Settanta, insieme ai lavori di altre autrici come Riane Eisler e Marija Gimbutas.
Essendo un testo di cinquanta anni fa, mi aspetto che oggi possa essere rilevante più per lo sguardo femminile e femminista sulle religioni che non nell’interpretazione specifica di ogni singolo mito o racconto religioso: in cinque decenni di sicuro la ricerca è andata avanti e inevitabilmente qualcosa nelle tesi di Stone sarà stato superato o confutato.

Il testo ormai classico che ha inaugurato un nuovo sguardo sul passato e ha spinto generazioni di donne a ripensare la propria spiritualità e il proprio ruolo nella società moderna.
In questa rilettura dei miti religiosi a noi più vicini, l’autrice narra la storia della Dea che ha regnato sovrana tra il Mediterraneo e il Medio Oriente, venerata quale saggia creatrice e fonte di ordine cosmico, e non solo quale simbolo di fertilità e bellezza come la religione giudaico-cristiana vorrebbe far credere. Merlin Stone documenta la lunga fase del contrastato passaggio dai culti matriarcali a quelli patriarcali, culminati con il declassamento della Dea a creatura debole e depravata, come racconta una delle leggende più comuni, quella di Adamo ed Eva. Questo testo è il capolavoro di Merlin Stone che ha influenzato generazioni di donne, spingendole a ripensare la propria spiritualità e il proprio ruolo nella società moderna.

Il secondo libro pigliato è Oscure madri splendenti di Luciana Percovich, che è una figura importante del femminismo italiano e dagli anni Novanta del secolo scorso entra in contatto con i lavori di Mary Daly e di Marija Gimbutas e si interessa a una concezione religiosa e sociale basata sul rispetto per la Terra, sulla sacralità del corpo femminile e, in generale, al divino femminile. È proprio lei che dirige la collana dedicata a questo argomenti della casa editrice Venexia, che pubblica entrambi i libri di cui vi scrivo oggi.

Un viaggio alle origini del sacro e della pulsione religiosa femminile, prima dell’avvento del patriarcato e delle religioni storiche, attraverso lo splendore di miti oscurati, ma ancora forti nelle nostre memorie arcaiche.
Il libro ricostruisce una mappa inedita della storia dell’Europa a partire dal Paleolitico e dall’Età delle Grandi Madri di pietra, rovesciando la prospettiva che vede nelle civiltà greca, egizia o babilonese, guerriere e patriarcali, l’inizio della cultura umana. Indaga la relazione tra le donne, il sacro e la nascita delle religioni riportando alla luce le storie che nei vari continenti raccontano l’origine dell’universo ad opera dell’energia creativa femminile. E restituisce alla ricerca contemporanea di una nuova ricomposizione degli opposti lo splendore di miti oscurati, che ancora lavorano nel nostro inconscio e nella memoria cellulare arcaica.

Eccoci qua: prima o poi leggerò quello che dico invece di leggere altri libri pigliati dalla libreria ma ehi! questa rubrica è nata per smaltire i non letti, quindi va bene così!
Vi auguro un festante 25 aprile, così gioioso e rumoroso da seppellire lo scandalo della nostalgia dei vili traditori.
A presto!🐷


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