Buon anno, prodi seguaci!🥂

Anche quest’anno vi delizierò – spero – con il Piglio dal Mucchio, l’iniziativa che mira a smaltire la mia infinita lista degli acquisti. Al momento sono un po’ in difficoltà, almeno sul lato ebook, perché è andato giù un server che ospitava parecchi dei miei acquisti su Bookrepublic e quindi sono impossibilitata a scaricarne la maggior parte – quando si dice di salvarsi subito gli ebook in ogni dove perché non si sa mai

Quindi mentre aspetto che le CE sistemino questo casino, ho guardato un po’ cosa ho disponibile e penso proprio che mi butterò su due romanzi di Pierre Louÿs, giusto per iniziare l’anno in maniera frizzantina con dei classici della letteratura erotica.

Divisore azzurro, con quattro fiori alle estremità

Il primo libro pigliato è Aphrodite, del quale avevo letto un articolo molto interessante che aveva acceso la mia curiosità, ma figuriamoci se sono riuscita a ritrovarlo. In ogni caso, non so bene cosa aspettarmi se non del dramma e una concezione bizzarra dell’antichità classica – ma qualcunə si sorprende di trovarla in un romanzo erotico del 1896?

Copertina di Aphrodite di Pierre Louÿs: riporta un quadro di Lawrence Alma-Tadema, Una differenza di opinioni, con due giovani donne ornate di diadema e vestite con abiti di foggia classicheggiante. Entrambe guardano in alto verso la nostra destra e sono appoggiate alla vasca di una fontana. Sullo sfondo un porticato con colonne in stile corinzio ornato con una pergola con fiori violetti, e il mare con una scogliera in lontananza.

Descrizione: “[…] Vedremo mai tornare i giorni di Efeso e di Cirene? Ahimè! Il mondo moderno soccombe sotto un’invasione di bruttezza. Le civiltà risalgono verso nord, entrano nella nebbia, nel freddo, nel fango. Che notte! Un popolo vestito di nero circola per le strade infette. A che pensa? Non lo si sa più; ma i nostri venticinque anni rabbrividiscono all’idea di essere esiliati tra i vecchi. Perlomeno, che sia permesso a coloro che per sempre rimpiangeranno di non aver conosciuto quella giovinezza inebriante della terra, che noi chiamiamo la vita antica, che sia permesso loro di rivivere, grazie a un’illusione feconda, i tempi in cui la nudità umana, la forma più perfetta che possiamo conoscere e anche concepire, poiché la crediamo fatta a immagine di Dio, poteva svelarsi sotto la figura di una cortigiana sacra, davanti ai ventimila pellegrini che affollavano le spiagge di Eleusi; dove il più sensuale degli amori, l’amore divino da cui siamo nati, era senza sporcizia, senza vergogna, senza peccato; che sia loro permesso dimenticare diciotto secoli barbari, ipocriti e brutti, di risalire dalla palude alla sorgente, di ritornare devotamente alla bellezza originale, di ricostruire il Grande Tempio al suono dei flauti incantati e di consacrare con entusiasmo ai santuari della vera fede i cuori sempre posseduti dall’immortale Aphrodi”

Divisore azzurro, con quattro fiori alle estremità

Il secondo libro pigliato è Figlie di tanta madre, che promette di essere il romanzo più trasgressivo di Louÿs in quando critica dissacrante della famiglia borghese e in odore di essere pure in parte autobiografico.

Copertina di Figlie di tanta madre di Pierre Louÿs: riporta un quadro di Bartolomé Esteban Murillo, Galiziane alla finestra, e raffigura due donne affacciate a una finestra. Una delle due è appoggiata al davanzale e appoggia la testa a una mano; l'altra è dietro una delle ante e si tiene un velo davanti alla bocca sorridente.

Descrizione: Figlie di tanta madre è il romanzo più duro e trasgressivo di Pierre Louÿs (1870- 1925) «Scostata la tenda della camera da letto, che sarebbe più esatto definire un bordello,» scrive Alberto Capatti nella postfazione che accompagna questa nuova edizione «ecco apparire i protagonisti di questo libro che, secondo Louÿs, non è un romanzo, ma vita vissuta: un giovanotto e una signora di trentaquattro anni con le sue tre figliole, tutte giovani, tutte bellissime, tutte in fregola, tutte assolutamente decise a contendersi o a dividersi, in perfetto accordo sororale, il sopraddetto e provatissimo giovane stallone. Segue la Storia vera come avrebbe potuto scriverla Luciano di Samosata, cioè orgiastica e delirante. Tra prestazioni erotiche del tutto particolari e tableaux vivants che hanno dell’incredibile, la signora Teresa e le sue saffiche fanciulle recitano così la parodia della famiglia, demolendola e demolendo, oltre al giovanotto, la sacra moralità borghese». Pubblicato per la prima volta nel 1992, più volte ristampato, Figlie di tanta madre, rappresenta uno dei più grandi classici dell’erotismo del Novecento.

Divisore azzurro, con quattro fiori alle estremità

Eccoci qua! Come avete iniziato questo 2025? Spero bene e spero che, oltre a tante belle cose, vi porti anche tante letture piacevoli.

A presto!📚

8 risposte a “PdM 2025: il piglio di gennaio”

  1. Un buon inizio! Niente male! Io mi godo l’affetto di ritorno delle persone che hanno letto il mio libro. Un bella emozione…

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  2. Non conoscevo queste opere di Louys ma devo ammettere che dalle premesse sono molto interessanti. Grazie del consiglio!

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    1. In generale, non mi sembra che i classici della letteratura erotica (tranne poche eccezioni) siano particolarmente popolari oggigiorno.

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