Buon venerdì, prodi seguaci!🦄

Il mese del Pride è cominciato e quindi per questo mese pescherò dal mucchio due libri in tema LGBTQIA+ – come se negli scorsi mesi non fossero già capitati dei libri queer, ma qui l’orgoglio è di casa tutto l’anno, mica son qui a farmi bella con gli arcobaleni e con gli slogan. Ogni riferimento ai vari marchi che salgono sul carro per sì e no trenta giorni all’anno per poi scendere in fretta e furia non è puramente casuale.

Il primo libro pigliato è L’uccello del paradiso. Mario Mieli e la lingua perduta del desiderio di Luca Scarlini. Potrebbe essere un altro tassello che mi avvicinerà a leggere Elementi di critica omosessuale che mi guarda da molti anni dallo scaffale. Dopo il film biografico che mi ha molto deluso, spero che questo viaggio nella vita e nel pensiero di Mieli sia più soddisfacente.

Copertina di L'uccello del paradiso. Mario Mieli e la lingua perduta del desiderio di Luca Scarlini: è rosa pastello e c'è un ibis monocromatico, rosa

Mario Mieli (1952-1983) nel suo volo rapidissimo, bruciando limiti e barriere, ha sempre celebrato l’onnipotenza del desiderio, esplorandone aspetti a lungo proibiti e ora decisamente tabù. L’uccello del Paradiso parte da una definizione di Mieli data dallo psicanalista e scrittore Elvio Fachinelli, che molto sostenne il magistrale progetto dei Travestiti di Lisetta Carmi. Con questo termine seducente, egli rendeva omaggio al travestimento, alla capacità istrionica a teatro, alla dialettica sorprendente. Eppure al di sotto del percorso di una figura capitale del pensiero queer d’Occidente sta un sottofondo antico, per questo nel Risveglio dei Faraoni, proibitissimo romanzo a chiave, da lui stesso ostacolato e poi bloccato dalla famiglia, torna ossessiva la mitologia egizia, che percorre da un lato all’altro del Novecento l’opera di scrittori rivoltosi, che non rispettavano ruoli preconcetti o figure di comodo. Il mondo antico fu chiave per raccontare l’omosessualità per Oscar Wilde, per il barone von Gloeden, per il barone Fersen a Capri, pionieri di una sessualità alternativa, per Aldo Mieli, lontano parente, che negli anni Venti e Trenta portò in Italia clamorosamente le ricerche di Magnus Hirschfeld e venne per questo poi perseguitato dal fascismo e costretto all’esilio. L’uccello del Paradiso rende omaggio a un sognatore del desiderio, che si pensò uomo, donna, ibis, dea: appunto uccello del Paradiso.

Il secondo libro è Una storia d’amore. Lettera a mia figlia transgender di Carolyn Hays, che racconta la sua esperienza di madre di una bambina trans. Non so molto di questa storia, se non che le premesse sono quelle tipiche di una società che non ti vuole vedere per quello che sei e che lascia la tua vita in balia del caso che ti capiti una famiglia a modo con una buona disponibilità economica.

Copertina di Una storia d'amore. Lettera a mia figlia transgender di Carolyn Hays: c'è la sagoma di un volto femminile accarezzato da una mano dello stesso colore rosa dello sfondo

Un libro importante e commovente, che parla di legami, cambiamento, coraggio, politica, diritti, fede e ragione: una lettera, dolcissima indirizzata da una madre a una figlia, ma pensata per tutti noi e dettata da un amore che non accetta compromessi.

Ci sono oltre cento geni, per quanto ne sappiamo ora, che partecipano alla creazione del tuo essere femmina, di quella presa di coscienza di te che fa parte del periodo che stai attraversando e che sta facendo di te un’adolescente.

Tutto comincia con qualcuno che bussa alla porta di una famiglia bianca della buona borghesia americana: una scrittrice, un marito amorevole e quattro figli. Sono felici. Alla porta c’è un assistente sociale: ha alcune domande sul figlio più piccolo che ha tre anni e, secondo chi li ha denunciati, si comporta in modo “troppo femminile”. Quella visita è lo spartiacque tra un prima e un dopo, e insieme la scoperta di un mondo ostile, incapace di garantire i diritti di chi, identificato alla nascita come maschio, si riconosce invece in un’identità di genere femminile e chiede, prima di tutto ai suoi genitori, di essere chiamato “lei” e non “lui”. Da quel momento, la famiglia si organizza in funzione della sua crescita, individuando il luogo migliore in cui andare a vivere, cercando lo Stato americano con la maggior tutela legislativa e confrontandosi con dubbi, paure e incertezze.

E questo è quanto: mi raccomando, andate ai Pride perché – ancora una volta – c’è bisogno di puntare i piedi.

A presto, passate un bel fine settimana!💄

5 risposte a “PdM 2023: il piglio di giugno”

  1. Avatar Il verbo leggere
    Il verbo leggere

    Buon fine settimana, buone letture e, ovviamente, buon Pride!

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    1. Ne avrò bisogno, il Toscana Pride è l’8 luglio e farà quasi sicuramente un caldo bestiale!🙃

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      1. Avatar Il verbo leggere
        Il verbo leggere

        Visto il clima torrido di questi giorni, mi sento in dovere di assicurarmi che tutto sia andato bene: spero che, nonostante il caldo, il Toscana Pride sia stato spettacolare 🌈!

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      2. Sì, alla fine sono sopravvissuta anche quest’anno, ma ho passato la domenica con le imposte serrate per totale rifiuto del sole!😅

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      3. Avatar Il verbo leggere
        Il verbo leggere

        Ah, non sei l’unica 😅🥵.

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