Buon lunedì, prodi seguaci!🍨

Spero che abbiate passato un buon fine settimana nonostante il clima folle: io ho scoperto che Per il trono d’Inghilterra di Harry Turtledove è un’ottima lettura estiva. Ve ne lascio un assaggio e vi invito a recuperarlo se vi incuriosisce!😉

«Tu sai che a me piacciono i ragazzi», cominciò Marlowe, e Shakespeare sentì il panico scivolargli via di dosso come un mantello.

«Credo che mezza Londra lo sappia», rispose Shakespeare; il suo collega sembrava non aver capito gli indubbi vantaggi di tenere il becco chiuso. Ma se gli spagnoli lo cercavano perché gli piacevano i ragazzi…

«Anthony Bacon è stato il primo», disse Marlowe. «Hanno intenzione di ripulire il regno da tutti i sodomiti, sicché finirò in galera, se mi mettono le mani addosso. Ma come potrei essere altrimenti? La natura mi ha composto con i suoi elementi, e questi, combattendo nel petto per avere la supremazia, mi hanno formato così.»

Anche sul punto di fare una morte atroce, Marlowe si soffermava a cercare giustificazioni. Questa costanza divertì Shakespeare, nonostante il timore.

«Che cosa vuoi che faccia, io?» chiese.

«Che mi aiuti a scappare», rispose il collega.

«E, di grazia, come potrei fare?» chiese Shakespeare. «Mi hai scambiato per Dedalo? Credi che abbia delle ali da darti?» Lui stesso non avrebbe saputo dire se nelle sue parole ci fosse più sarcasmo o verità. Esasperato proseguì: «E comunque, se anche avessi delle ali da darti, troveresti sempre il modo, novello Icaro, di accostarti troppo al sole; te le bruceresti e cadresti nei salsi flutti».

«Prenditi gioco di me, condannami, basta che mi aiuti», disse Marlowe. «Perché davvero, caro Will», e qui scoppiò in una risata roca «che male c’è ad amare i ragazzi? Giove non dice forse, vezzeggiando il favorito sulle sue ginocchia:

«Vieni, gentile Ganimede, e gioca con me:
Io ti amo, e Giunone dica quello che vuole».

Shakespeare scoppiò a ridere. Solo Marlowe poteva essere tanto vanesio da citare i versi iniziali di un proprio dramma in una situazione tanto critica.

È il 1597. Sono ormai dieci anni che la Gran Bretagna è sotto il dominio spagnolo. Mentre la regina Elisabetta è rinchiusa nella Torre di Londra, viene instaurato un regime oppressivo che ha nella Santa Inquisizione la sua arma più terribile. Ma non tutto è perduto. Alcuni patrioti stanno infatti organizzando una rivolta per scacciare definitivamente gli spagnoli dall’Inghilterra e si convincono che soltanto un poeta può risvegliare l’orgoglio dei sudditi inglesi, spronandoli così alla ribellione: William Shakespeare. Per Shakespeare, che non è affatto un eroe, scrivere un dramma antispagnolo è un rischio enorme.