Buon lunedì, prodi seguaci!🌬

Contrariamente alle mie intenzioni, la scorsa settimana sono stata poco presente sul blog, ma ho beccato un raffreddore coi controfiocchi e, visto che ero un po’ rintronata, ho evitato di scrivere post seri per l’Aro Spectrum Awareness Week (che mi porta rogna, l’anno scorso avevo addirittura l’influenza!😅): magari recupero strada facendo, che tanto l’orgoglio aro non scade!🖤💚

Comunque, oggi si torna alla normalità con una citazione da Una strada piena di gente di Daniel Keyes, un libro che era stato proposto per LiberTiAmo, ma che ha perso il sondaggio: ormai però aveva catturato la mia curiosità e ho finito per leggerlo lo stesso!😎

Si tratta della storia di Billy Milligan, al quale, durante una perizia psichiatrica richiesta in seguito all’accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie, venne diagnosticato il disturbo dissociativo dell’identità. Avendo letto Love Me Whole di recente, dove uno dei protagonisti ha proprio questo disturbo, ero molto curiosa di leggere di una storia vera.

«Immaginate», disse, «che tutti noi, tante persone, molte delle quali non le avete mai incontrate… ci troviamo in una stanza buia. In mezzo a questa stanza, sul pavimento, c’è una chiazza di luce. Chiunque faccia un passo dentro la luce esce sul posto, ed è fuori nel mondo reale, e possiede la coscienza. Questa è la persona che gli altri – quelli fuori – vedono e sentono e a cui reagiscono. Gli altri possono continuare a fare le solite cose, studiare, dormire, parlare o giocare. Ma chi è fuori, chiunque sia, deve fare molta attenzione a non rivelare l’esistenza degli altri. È un segreto di famiglia».

I bambini capirono.

«Benissimo», disse Arthur. «Allen, torna in classe».

Allen prese il posto, recuperò i suoi libri e scese.

«Ma dov’è Billy?» chiese Christene.

Gli altri rimasero in attesa delle risposta di Arthur.

Lui scosse gravemente la testa, si portò un dito alle labbra e sussurrò: «Non dobbiamo svegliarlo. Billy sta dormendo».

Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l’accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell’identità. Nella sua mente «vivono» ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l’arabo; il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karate; la sensibilissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Allen, Tommy, David, Adalana e Christopher. Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca «il Maestro», la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro, che con la passione e lo slancio di un resoconto in presa diretta ricostruisce l’incredibile vicenda di Billy Milligan e ci permette di entrare in quella «stanza piena di gente» che è la sua psiche. Una visita che ci lascia sconvolti e turbati, ma che ci induce a riflettere sull’abisso nascosto in ogni uomo. Perché, come scrive lo stesso Billy all’autore: «Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro».