Buon venerdì, prodi seguaci!

Strano ma vero, sono in pari anche questo mese con la 2018 RHC! Sono proprio una brava bambina lettrice, fino al prossimo mese, almeno!😅 A questo giro ho deciso di darci dentro con le task numero 14 e 20: vediamo un po’ in cosa mi vado a cacciare…

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Per la task 14, leggere un libro di scienze sociali, ho optato per un saggio che mi interessa tantissimo e che ho in lista da parecchio, cioè Debito. I primi 5000 anni di David Graeber.

In uno stile colloquiale e diretto, attraverso l’indagine storica, antropologica, filosofica, teologica, Graeber ribalta la versione tradizionale sulle origini dei mercati. Mostra come l’istituzione del debito sia anteriore alla moneta e come da sempre sia oggetto di aspri conflitti sociali: in Mesopotamia i sovrani dovevano periodicamente rimediare con giubilei alla riduzione in schiavitù per debiti di ampie fasce della popolazione, pena la deflagrazione di tutta la società. Da allora, la nozione di debito si è estesa alla religione come cifra delle relazioni morali (“rimetti a noi i nostri debiti”) e domina i rapporti umani, definendo libertà e asservimento. Mercati e moneta non sorgono automaticamente dal baratto, come sostengono gli economisti fin dai tempi di Adam Smith, ma vengono creati dagli stati, che tassano i sudditi per finanziare le guerre e pagare i soldati. Gli ultimi 5000 anni di storia hanno visto l’alternarsi di fasi di moneta aurea e moneta creditizia, fino al definitivo abbandono dell’oro come base del sistema monetario internazionale nel 1971. Graeber esplora infine la crisi attuale, nata dall’abuso di creazione di strumenti finanziari da parte delle grandi banche deregolamentate, e sostiene la superiorità morale di cittadini e stati indebitati rispetto a creditori corrotti e senza scrupoli che vogliono ridurre libertà e democrazia alla misura dello spread sui titoli pubblici.

È un bel mattoncino di cinquecento pagine, quindi penso proprio che questo mese sforerò con i tempi, a meno che non venga un luglio poco afoso e che il libro abbia davvero un stile colloquiale e diretto.

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Per la task 20 (leggi un libro con una copertina che odi), invece, ho optato per qualcosa di più leggero per controbilanciare il mattone e ho deciso di proseguire con la serie dedicata a Micky Knight. Voglio dire, com’era per il primo volume, la copertina di Deaths of Jocasta è bruttissima, non si può guardare…

Micky Knight, a hard-hitting, tough-talking dyke detective, has been hired to provide security for a party at an old country mansion. It should be easy—a perfect spring evening, mild weather, and women everywhere. Suddenly another woman shows up—brutally murdered, left to die in the surrounding woods. The police find a prime suspect when the body of yet another victim is found in the clinic of Dr. Cordelia James, a woman whom Micky has a very personal reason to defend. Micky struggles against demons, past and present, in her death-defying search for the murderer.

Che poi, a parte l’immagine scelta, penso di detestare proprio la grafica del titolo e del logo della CE… pure l’angolino che simula la pagina girata mi mette i brividi…😱 Qualcunə faccia notare loro che le loro scelte grafiche sono proprio… meh. È un po’ difficile sentirsi invogliatə all’acquisto, no?

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Ditemi nei commenti come vanno le vostre sfide letterarie, le vostre letture, la vostra sopravvivenza nell’afa e se, come me, sognate il letargo estivo e vi lamentate a tutto spiano perché si suda pure senza muoversi…😩

Buon fine settimana!🌻