Buon lunedì, prodi seguaci!🌈

Questo sabato sono stata al Toscana Pride e sono ancora in una magnifica nuvola di orgoglio dalla quale non voglio scendere…🖤💜

Comunque, sono andata avanti anche con le letture, in particolare con Cecità di José Saramago, che sto leggendo con il GdL LiberTiAmo e che mi sta provocando sentimenti contrastanti…

Non lo disse la voce sconosciuta, quella che aveva parlato dei quadri e delle immagini del mondo, con altre parole lo sta dicendo, a notte fonda, la moglie del medico, coricata accanto al marito, le teste tutte e due ficcate sotto la stessa coperta, Si deve trovare un rimedio a questo orrore, non resisto, non posso continuare a fingere di non vedere, Pensa alle conseguenze, la cosa più sicura è che tenteranno di trasformarti in una schiava, in un fantoccio, dovrai badare a tutti e a tutto, pretenderanno da te che li imbocchi, che li lavi, che li metta a letto e li faccia alzare, che li porti da qui a lì, che gli soffi il naso e asciughi le lacrime, ti chiameranno quando starai dormendo, ti insulteranno se tarderai, E tu, come vuoi che continui a guardare queste miserie, ad averle perennemente sotto gli occhi senza muovere un dito per dare aiuto, Fai già molto, Cosa faccio, se la mia preoccupazione maggiore è di evitare che qualcuno si accorga che vedo, Alcuni ti odieranno proprio per questo, non credere che la cecità ci abbia reso migliori, Neppure ci ha reso peggiori, Ma ci stiamo arrivando, pensa solo a cosa succede quando arriva il momento di distribuire il cibo, Esattamente, uno che vedesse potrebbe incaricarsi della suddivisione dei generi alimentari fra tutti gli internati, farlo con equità, con criterio, cesserebbero le proteste, finirebbero queste dispute che mi fanno ammattire, tu non sai cosa sia vedere due ciechi che lottano, Lottare è sempre stata, più o meno, una forma di cecità, Qui è diverso, Fai pure ciò che ti sembra meglio, ma non dimenticarti di quello che siamo, ciechi, semplicemente ciechi, ciechi senza retoriche né commiserazioni, il mondo caritatevole e pittoresco dei poveri ciechi è finito, adesso è il regno duro, crudele e implacabile dei ciechi, Se tu potessi vedere cosa sono costretta a vedere io, desidereresti essere cieco, Ci credo, ma non ne ho bisogno, cieco lo sono già, Perdonami, amore, se tu sapessi, Lo so, lo so, ho passato la vita a guardare negli occhi del la gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima, e se gli occhi si son perduti, Domani gli dirò che vedo, Spero tu non abbia a pentirtene, Domani glielo dirò, fece una pausa e aggiunse, Se finalmente non sarò entrata anch’io in quel mondo.

In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.