Buon martedì, prodi seguaci! ^^

Tempo fa mi è capitato che un tizio davanti al mio «Sono asessuale» se ne uscisse con una roba tipo «Che brava! Complimenti! Ci vuole molta forza di volontà!».

Ci sono almeno tre motivi per i quali questo tipo di affermazioni mi fa incazzare come una iena.

Il primo è che asessualità non fa rima con celibato. Non mi stancherò mai di ripetere (visto che non sembra mai abbastanza) che l’asessualità è la mancanza di attrazione verso tutti i generi, mentre il celibato è la decisione, quale che siano le motivazioni, di non fare sesso.

Una persona asessuale potrebbe essere celibe perché il sesso non le piace. Alcun* provano proprio repulsione per tutti o alcuni atti sessuali, ma ci sono anche asessuali *** quali il sesso piace e che lo praticano con grande soddisfazione.

Il secondo motivo riguarda l’idea che io debba “impegnarmi” per essere asessuale. L’asessualità è un orientamento ed è parte del mio essere: sarebbe come se mi facessero i complimenti per avere due orecchie e per il mio impegno a mantenerle entrambe. È un’affermazione che non ha alcun senso…

Il terzo motivo concerne la convinzione che il sesso sia qualcosa di negativo e che quindi astenersene renda in qualche modo migliori. Si tratta di una posizione sessuonegativa (o sex-negative, se in inglese vi è più familiare) che incoraggia, tra le altre cose, l’idea che la sessualità delle donne sia disordinata e pericolosa, mentre quella degli uomini irrefrenabile e predatrice.

È una posizione che mi disgusta e mi fa veramente incazzare che qualcun* possa ritenermi migliore perché sono asessuale e/o non faccio sesso. Come molt* altr* asessuali, sono decisamente sessuopositiva (sex-positive): quello che faccio o non faccio non mi impedisce di curarmi dell’importanza del fatto che tutt* siano liber* prendere (o meno) parte a qualunque attività sessuale desiderino, tenendo conto del consenso di tutt*.

Purtroppo, però, non tutt* ** asessuali sono sessuopositiv* e ho intenzione di mettervi in guardia da due atteggiamenti che danneggiano sia la comunità sia le persone allosessuali che entrano in relazione con chi sostiene certe tesi. AVEN stessa ha preso le distanze da ogni affermazione sessuofobica.

Il primo atteggiamento da condannare è quello dell’elitarismo asessuale, ovvero l’idea che esistano asessuali ver* e altr* che farebbero finta. ** ver* asessuali – manco a dirlo – non fanno sesso e forse – chissà! – hanno un bollino sul culo che ne attesta la “purezza”. Sono quell* che se ne escono con cose come «Non puoi essere asessuale perché hai fatto sesso e ti è pure piaciuto!». Non ascoltatel*: fare o non fare sesso non è mai la discriminante che indica il vostro orientamento sessuale.

Il secondo atteggiamento non è esclusivo della comunità asessuale, ma purtroppo è presente ed è quello dell’antisessualità. Le persone antisessuali sostengono che il sesso è una schifezza, una roba da animali selvaggi e che essere asessuali sarebbe un perfezionamento evolutivo. Si tratta di una posizione ancora più estrema rispetto alla sessuonegatività e non so come si possa far capire a questa gente come i propri gusti personali non dovrebbero mai limitare o spingerci a giudicare quelli altrui.

Se nella vostra vita vi è capitato di incontrare simili soggetti, vi offro una fetta di torta🍰 di consolazione e vi sprono a non permettere a nessun*, mai, per nessun motivo, di giudicare le vostre scelte sessuali se guidate dal consenso e orientante al piacere reciproco.

A domani con un altro articolo!💜💜💜