
Descrizione: L’asessualità è un tema che sta piano piano uscendo dall’ombra, ma che è ancora troppo poco compreso. Chi fa informazione e divulgazione sull’argomento è costrettə a ripetere sempre gli stessi concetti di base, cioè che si tratta di un orientamento sessuale, che in quanto tale non ha nulla a che vedere con il comportamento e con gli atteggiamenti verso il sesso, e che è uno spettro, in cui le esperienze individuali sono diverse e variegate. Tuttavia, ancora si fatica a comprendere il potenziale politico innovativo dell’asessualità. Le persone asessuali condividono molte delle lotte combattute dal femminismo, dalle persone LGBTQI+ o da quelle con disabilità. Eppure, la loro voce non viene mai ascoltata. Ma se vogliamo costruire una sessualità libera da coercizioni, pressioni sociali, lontana dallo spettro della patologizzazione e della devianza, non possiamo farlo senza riconoscere all’asessualità il suo spazio nel dibattito.

L’aspetto positivo di recensire – finalmente! – un libro che nella comunità asessuale hanno letto tuttə è vedere i commenti felici delle persone che si sono riconosciute tra la parole di questo saggio. È vero che prima di Asessualità era arrivato Ace di Angela Chen a dare una visione di ampio respiro su questo orientamento, ma il libro di Appia nasce in italiano e si nutre delle specificità del nostro Paese per trattare l’argomento.
Dopo anni passati a bussare timidamente alle porte per segnalare la nostra esistenza e a tranquillizzare tuttə che non siamo deə sociopaticə prontə a uccidere poverə allo nel sonno, è molto bello vedere la comunità asessuale cresciuta abbastanza da reclamare il suo spazio e da portare sul tavolo le sue istanze. Appia parla dei diversi modi in cui le persone asessuali possono mettere in discussione il modello relazionale dominante e di come possano mettere a nudo diverse storture della nostra società.
A giudicare dall’entusiasmo e dal sollievo con i quali Asessualità è stato accolto direi che la comunità asessuale aspettava da tempo un libro che certificasse il livello di maturità raggiunto dalle sue riflessioni su se stessa e sul suo ruolo nella più grande comunità LGBTQIA+ e nella società nel suo complesso. È proprio bello vedere quanto siamo arrivatə lontano dai tempi in cui dai motori di ricerca uscivano per lo più articoli che ci spiegavano che avevamo chiaramente un problema.
Quindi non posso che consigliarne la lettura, sia alle persone asessuali – se ancora ne è rimasta qualcuna che non l’ha letto – sia alle persone allosessuali, nella speranza che sempre meno se ne escano con commenti ignoranti: se si poteva giustificare la loro ignoranza dieci o quindici anni fa, adesso proprio no. E sappiate che anche le persone asessuali intorno a voi saranno meno propense a perdonarla.




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