Buon lunedì, prodi seguaci!🌳
In questo fine settimana che preannunciava notizie brutte, mi sono chiusa nella lettura limitando le interazioni social, cosa che mi ha portato a finire con soddisfazione Oscure madri splendenti di Luciana Percovich. Eccovene una citazione.
La “parthenos”, parola che noi traduciamo come “la fanciulla, la vergine” (“maiden” e “madchen” delle lingue germaniche), era libera, sola, indipendente, ma assolutamente non priva di sessualità: aveva rapporti sessuali con chi le piaceva e figli, che non modificavano il suo stato di verginità, inteso come non dipendenza da un uomo. Con l’arrivo di Apollo, simbolo di una tipologia ben precisa e diversa da Zeus (Apollo non è il padre, è piuttosto un fratello invidioso) tutte le “fanciulle vergini” subirono la sua costante minaccia, perché Apollo inseguiva nei boschi tutte le ninfe che stavano con Artemide/Diana, volendole tutte “violare”, quasi più psichicamente che fisicamente, ed ebbe un bel daffare Artemide nel cercare di difenderle e proteggerle da questo nuovo modello “divino” di aspirante violentatore. In quel momento nacque l’arroccamento delle “parthenoi” in donne che non vogliono più avere a che fare con gli uomini, neanche sul piano fisico. Fu una proclamazione della propria integrità, un bisogna nato in quel punto della storia, quando non fu più riconosciuta la possibilità delle donne di esistere da sole. Artemide/Diana diventò il simbolo di questa resistenza strenua del “diritto” di vivere nei boschi, di avere gli animali per compagni, di ballare libere alla luce delle torce di notte. Di quel “fenomeno storico” che secoli più tardi sarà la “stregoneria”. Riusciamo oggi di nuovo immaginarci danzanti nei boschi (o in giro per le città) di notte, senza paura?

Descrizione: Il libro ricostruisce una mappa inedita della storia dell’Europa a partire dal Paleolitico e dall’Età delle Grandi Madri di pietra, rovesciando la prospettiva che vede nelle civiltà greca, egizia o babilonese, guerriere e patriarcali, l’inizio della cultura umana. Indaga la relazione tra le donne, il sacro e la nascita delle religioni riportando alla luce le storie che nei vari continenti raccontano l’origine dell’universo ad opera dell’energia creativa femminile. E restituisce alla ricerca contemporanea di una nuova ricomposizione degli opposti lo splendore di miti oscurati, che ancora lavorano nel nostro inconscio e nella memoria cellulare arcaica.


Lascia un commento