
Descrizione: Un maestro caduto in disgrazia. Un discepolo divenuto un oscuro sovrano. Per Shen Qingqiu non c’è via di fuga: dopo aver sacrificato la propria libertà per salvare la sua scuola di coltivazione, si ritrova prigioniero nelle mani di Luo Binghe, il giovane che lui stesso ha allevato e che ora domina il Regno dei Demoni. Ma al di là della forza temuta da tutti, Luo Binghe nutre per lo shizun una devozione assoluta e sentimenti che ormai è stanco di nascondere. E che Shen Qingqiu non può più ignorare. Ogni incontro tra i due si trasforma così in un duello silenzioso tra inganni e rivelazioni, tra verità e menzogne, e il loro legame prende una direzione sempre più ambigua, in bilico tra diffidenza e tenerezza. Mentre segreti sepolti e trame irrisolte emergono dalle ombre del Cammino del fiero demone immortale, Shen Qingqiu capisce che il passato dell’uomo di cui porta il volto è un enigma che potrebbe travolgerlo. E che, per sopravvivere, dovrà affrontare la prova più difficile: guardare Luo Binghe per ciò che è davvero… e accettare che il loro destino non ammette più ritorno.

Arrivata praticamente alla fine della serie (il quarto volume, infatti, raccoglie racconti che integrano la vicenda principale), ho dei sentimenti contrastanti: da una parte mi sono divertita molto, sia perché Shen Qingqiu finisce per essere molto simpatico, sia perché il ribaltamento del classico romanzo erotico per uomini etero riesce bene e ne viene esposta tutta l’assurdità; dall’altra parte, questa è pur sempre una serie romance e non posso fare a meno di essere agghiacciata dal fatto che Shen Qingqiu finisca a fare coppia con Luo Binghe.
È vero che Luo Binghe ha l’ingrato compito di mostrare tutta la stupidità dell’eroe etero-basico dei romanzi erotici del tipo “stallone da monta” e che Mo Xiang Tong Xiu cerca di ammorbidire questo fatto mostrando anche la sua versione gentile da romanzo erotico per donne, ma a me metteva ansia ogni volta che entrava in scena, come se fosse il serial killer e non l’interesse amoroso del protagonista: da questo punto di vista le cose non sono migliorare affatto rispetto al secondo volume.
Anzi, a questo va aggiunto l’ultimo capitolo, che è stato piuttosto difficile da leggere: anche qui, razionalmente mi è chiara la volontà dell’autrice di ribaltare i cliché del genere per esporli al ridicolo, ma quella scena per me è risultata più fonte di disagio che di divertimento. Si può certamente spezzare una lancia a favore di Mo Xiang Tong Xiu perché questo è il suo primo lavoro, ma non è da qui che vi consiglierei di fare la sua conoscenza.
Parimenti, se avete amato Il gran maestro della scuola demoniaca e/o La benedizione dell’ufficiale divino, magari vi farà piacere leggere in nuce i temi e le dinamiche che l’autrice svilupperà meglio in seguito. Si può dire che Mo Xiang Tong Xiu è molto brava a rimestare nel calderone dei temi e dei personaggi che le piacciono per proporli sempre in maniera diversa e accattivante. Per quanto mi riguarda, ormai leggerò anche il quarto volume, dove spero che il Luo Binghe eterobasico sia andato e perso per sempre nella sua dimensione piena di disagio e che ci sarà spazio solo per del sano divertimento.




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