Buon lunedì, prodi seguaci!🌳
In questo fine settimana metà di sole e metà di pioggia ho finito Quando dio era una donna di Merlin Stone, che in quanto classico non mi detto niente di davvero nuovo, ma è stata comunque una lettura piacevole. Eccovene un piccolo assaggio!
Il quadro generale prende forma davanti ai nostri occhi, ogni tassello va al suo posto. Senza la verginità delle donne nubili e severe restrizioni sessuali per quelle sposate, il possesso maschile del nome e delle proprietà, così come il controllo maschile della successione al trono per diritto divino, non potrebbero esistere. Indugiando ancora nel giardino dell’Eden, dove il cobra oracolare spiraleggia lungo il sicomoro, è facile scoprire come i vari episodi del mito del Paradiso tradiscano, uno a uno, le motivazioni politiche di chi per primo li inventò.

Descrizione: Il testo ormai classico che ha inaugurato un nuovo sguardo sul passato e ha spinto generazioni di donne a ripensare la propria spiritualità e il proprio ruolo nella società moderna.
In questa rilettura dei miti religiosi a noi più vicini, l’autrice narra la storia della Dea che ha regnato sovrana tra il Mediterraneo e il Medio Oriente, venerata quale saggia creatrice e fonte di ordine cosmico, e non solo quale simbolo di fertilità e bellezza come la religione giudaico-cristiana vorrebbe far credere. Merlin Stone documenta la lunga fase del contrastato passaggio dai culti matriarcali a quelli patriarcali, culminati con il declassamento della Dea a creatura debole e depravata, come racconta una delle leggende più comuni, quella di Adamo ed Eva. Questo testo è il capolavoro di Merlin Stone che ha influenzato generazioni di donne, spingendole a ripensare la propria spiritualità e il proprio ruolo nella società moderna.


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