
Descrizione: Blaga Nikolova Dimitrova è una poetessa bulgara, nata il 2 gennaio 1922, ottiene la laurea in filologia nel 1945 e inizia a scrivere giovanissima. Le sue opere sono state tradotte in più di 20 lingue e sono firmate col suo vero nome, ma è possibile trovarle anche con altri nomi, per motivi di censura: Svetla Stanceva e Blaga Zvezdina.
Questa raccolta fa parte della collana “Percorsi della poesia contemporanea” diretta da Giacinto Spagnoletti. La raccolta, con testo in cirillico a fronte, è curata da Valeria Salvini, con una prefazione di Julia Kristeva.

Leggere Blaga Dimitrova in Italia è un’impresa di tutto rispetto: l’unica sua raccolta di poesie è stata pubblicata dalla Fondazione Piazzolla come parte di una collana non destinata alla vendita e che quindi immagino possa essere reperita solo in biblioteca. Lunga vita alle biblioteche pubbliche e che riescano a rimanere al nostro fianco nonostante i marosi dei fondi insufficienti e del capitalismo selvaggio!
La poesie di Dimitrova – che, per la cronaca, non è una poetessa qualunque, ma una delle autrici di spicco del Novecento bulgaro – ci parla di libertà e amore, di legami e solitudine, di dolore e vita. È una poesia densa di vita, concreta nel suo verseggiare di sentimenti e sensazioni, coraggiosa nel suo ribaltare critiche e rigirarle in poesia – Dimitrova fu accusata di non seguire i dettami del socialismo reale – e decisa nel seguire la sua strada.
Nessuna paura
che mi calpestinoCalpestata, l’erba
diventa un sentiero
Le sue prime poesie sono più incentrate sull’amore, su questo sentimento che in Dimitrova non si limita a indirizzarsi verso una sola persona, ma si estende al mondo intero, che ai suoi occhi di innamorata si mostra con una bellezza e una luminosità che prima non aveva. Perdere l’amore, dunque, non comporta solo il dolore di separarsi dalla persona amata, ma anche quello dell’ingrigirsi del mondo.
Non so se mi ero innamorata di te.
Mi innamorai però di altre cose, lo so:
di una stanza scomoda rivolta a nord,
di una teiera che crepitava la sera.Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio,
dei solitari e soffocanti cinema di quartiere,
dei dolorosi ricordi di prigione,
di un muro ferito dalle bombe.Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina,
di una calda tasca con castagne bruciate,
della pioggia scrosciante, del suono del telefono,
perfino della nebbia fonda color cenere.Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.
Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.
Per questo soffro… Non per averti perso.
Altro ho perduto – il mondo intero.
Bellissime poi le poesie in cui cerca se stessa come donna, le primissime di questa raccolta, dove Dimitrova afferma la sua volontà di non avere una vita irregimentata dalle consuetudini storiche e familiari. Dimitrova, anche nell’amore, vuole essere soggetto, vuole cavalcare insieme al compagno, da pari, il vento impetuoso della passione e del desiderio.
Con il passare del tempo e l’evolversi della situazione politica, anche le poesie di Dimitrova si faranno più politiche, anche se fin da subito si presenta come un’autrice impegnata a livello politico e sociale, con tanto di opere censurate e le solite accuse di essere un’autrice al soldo delle potenze straniere.
Una poesia in continuo mutamento quella di Blaga Dimitrova, una poesia che accoglie il cambiamento dell’autrice in base alle sue esperienze vissute, sia a livello individuale che collettivo, senza mai dimenticare di guardare all’altezza, ma senza mai lasciare che i piedi si stacchino da terra.
Ogni tua poesia
crea come fosse l’ultima.
In questo secolo in volo
supersonico e saturo di stronzio,
carico di terrorismo,
sempre più improvvisa arriva la morte.
Ogni tua parola invia
come l’ultima prima della fucilazione,
un grido impresso nel muro della prigione.
Non hai diritto a una menzogna,
neanche fosse un piccolo bel gioco.
Semplicemente non avrai il tempo
di correggere da solo il tuo errore.
Laconicamente e senza pietà
ogni tua poesia scrivi col sangue
come fosse un addio.




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