Buon lunedì e buon anno, prodi seguaci!🥂
Il Piglio dal Mucchio 2025 è andato piuttosto bene: ho letto tutti i libri che mi ero prefissata tranne due, che però conto di recuperare questo mese. Lo smaltimento dei libri accumulati procede dunque a gonfie vele e sono pronta a veleggiare nel 2026 con due libri a tema femminista.

Il primo libro pigliato dell’anno è un classicone che conoscete sicuramente anche solo di fama: Il secondo sesso di Simone de Beauvoir. È indubbio che nel femminismo europeo c’è un prima e un dopo Il secondo sesso: per quanto sia uscito nel 1949, ancora si erge in tutto il suo maestoso rigore, ancora viene citato, ancora ha il suo spazio nel dibattito femminista.
Colgo l’occasione della creazione dei bookclub di teoria femminista di Jennifer Guerra, che ha scelto proprio Il secondo sesso come primo libro, per recuperare questa pietra miliare.

Descrizione: Con Il secondo sesso Simone de Beauvoir affranca la donna dallo status di minore che la obbliga a essere l’Altro dall’uomo, senza avere a sua volta il diritto né l’opportunità di costruirsi come Altra.
«Testo sacro del femminismo che un editto Vaticano nel 1956 mise all’indice, Il secondo sesso è una riflessione filosofica che applica l’esistenzialismo di Sartre ai temi dell’emancipazione femminile, sottraendo la donna a un destino biologico che la esclude dalla storia, ma anche all’interpretazione fallocentrica di Freud.» – Cristina Taglietti, la Lettura
«Tutto ciò che è stato scritto in questi settant’anni dai vari femminismi, pro e contro di lei, le ricerche, le battaglie, le conquiste nasce da questo libro, raccontato in una lingua squisita, con una cultura immensa, filosofica ed esistenzialista.» – Natalia Aspesi, Robinson
«Un giorno ebbi una rivelazione: questo mondo era maschile; la mia infanzia era stata nutrita da miti forgiati dagli uomini, e io non avevo reagito, proprio come se fossi stata anch’io un ragazzo.» Con veemenza da polemista di razza, Simone de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna – sposa, madre, prostituta, vecchia – e i relativi attributi – narcisista, innamorata, mistica. Approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme indépendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche libertà di costume, ma che attraverso il lavoro, l’indipendenza economica e la possibilità di autorealizzazione che ne deriva – sino alla liberazione del suo peculiare “genio artistico”, zittito dalla Storia – riuscirà a chiudere l’eterno ciclo del vassallaggio e della subalternità al sesso maschile. L’avvenire, allora, sarà aperto. Con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell’argomentazione attraverso un’originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, Simone de Beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l’alienazione sessuale, economica e politica. Provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarietà collettiva. Prefazione di Julia Kristeva. Postfazione di Liliana Rampello.

Anche il secondo libro pigliato è scritto da un’autrice francese, Marylène Patou-Mathis, storica francese specializzata nel comportamento dei Neanderthal, e si intitola La preistoria è donna. Una storia dell’invisibilità delle donne. Patou-Mathis spiega quanto la comprensione delle società preistoriche umane abbia patito la proiezione di stereotipi di genere tipici delle società del XIX secolo.

Descrizione: Dalle loro caverne, gli uomini e le donne preistorici possono avere molto da insegnarci sulla parità di genere.
«No, le donne preistoriche non passavano tutto il loro tempo a spazzare la grotta e a fare da babysitter ai bambini fino a quando gli uomini tornavano dalla caccia. Immaginarle ridotte a un ruolo domestico e allo status di madri è un pregiudizio. Anche loro inseguivano grandi mammiferi, facevano strumenti e ornamenti, costruivano habitat ed esploravano forme di espressione simbolica. Non ci sono prove archeologiche che, nelle società più antiche, certe attività fossero loro vietate, che fossero considerate inferiori e subordinate agli uomini. Questa visione della preistoria deriva dai preconcetti dei fondatori di questa disciplina nata nel XIX secolo. È ora di dare uno sguardo alla storia dell’evoluzione e di decostruire i processi che hanno reso le donne invisibili nel corso dei secoli.»
Fino alla metà del XX secolo, dipinti, sculture, libri, illustrazioni hanno creato un immaginario collettivo trasmettendo un unico messaggio: la preistoria è una questione di uomini. Ma non ci sono prove che gli uomini primitivi fossero cacciatori, creatori di armi e utensili, nonché artisti di dipinti rupestri mentre le donne si occupassero solo dei figli e di tenere in ordine la grotta. L’archeologia è una scienza giovane, che risale al XIX secolo, ed è stata sviluppata da studiosi di genere maschile che erano inclini a proiettare gli stereotipi di quel tempo sul loro oggetto di studio, costruendo un modello di famiglia preistorica che imita quello della famiglia occidentale dell’Ottocento: nucleare, monogama e patriarcale, con l’idea che le donne non abbiano avuto alcun ruolo nell’evoluzione tecnica e culturale dell’umanità. Escludendo metà della popolazione, la visione del comportamento nelle società preistoriche è stata distorta per più di un secolo e mezzo. Nell’ultimo decennio, però, lo sviluppo dell’archeologia di genere, delle nuove tecniche di analisi dei reperti e le recenti scoperte di fossili umani ci hanno permesso di sfidare i numerosi pregiudizi sulle donne preistoriche, che erano in realtà meno sottomesse e più inventive di quanto si è creduto fino a oggi. Con La preistoria è donna, Marylène Patou-Mathis decostruisce i paradigmi all’origine di questo ostracismo e ci permette di aprire nuove prospettive nell’approccio scientifico verso lo studio delle società preistoriche. Pone inoltre le basi per una diversa storia delle donne, libera da stereotipi, non più dominata e scritta solo da uomini.

Spero che le feste e l’anno nuovo vi abbiano portato qualche piccola gioia, di quelle che fanno bene e riscaldano in questi tempi turbolenti.
A presto!🦔


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