Buon lunedì, prodi seguaci!🧗

Iniziamo la settimana con una citazione da Dizionario delle figure fantastiche di Carlo Lapucci, che è tristemente fuori catalogo, ma di grande pregio se vi interessa il folklore italiano. Si parla dei Ponti del Diavolo, del perché il diavolo costruisca proprio ponti e del perché ce ne siano così tanti.

Il Diavolo ha costellato l’Europa di numerosi ponti fatti a regola d’arte, a cominciare da quello di Saint Cloud a Parigi. Si tratta di solito di ponti assai antichi, costruiti in luoghi dirupati, su strapiombi e orridi, ovvero di opere di alta ingegneria e di ammirevole maestria, volte ardite che ispirano meraviglia e fanno pensare a un intervento di forze superiori.

La cosa non meraviglia in quanto tutto ciò che è abissale o pende sull’abisso richiama il Diavolo che per primo precipitò dal cielo: abbiamo orridi del Diavolo, scogli del Diavolo, picchi del Diavolo, gole del Diavolo, ecc.

Tuttavia questo non mi pare che basti a spiegare perché il Diavolo costruisca proprio i ponti, anche quelli che non rappresentano sfide alla natura o alle difficoltà d’una impresa.

Al ponte diabolico si unisce di solita una leggenda secondo la quale il Diavolo costruisce in breve tempo l’opera pressoché impossibile, allettato da un Santo, da un eremita, da un religioso che gli promette un’anima da portare all’inferno: di solito quella di chi per primo passerà sul ponte.

Il Demonio viene sistematicamente beffato: l’essere che per primo passa sul ponte è un cane, un gatto, un asino e il Maligno deve accontentarsi di poco o nulla.

Nonostante gli studi non affrontino a fondo il problema, tutto fa pensare che questo mito, il cui schema è già presente nella tradizione classica, non sia estraneo al conflitto tra paganesimo e cristianesimo. Nei secoli di decadenza e di barbarie i resti dell’antico splendore dei tempi pagani dovevano apparire misteriosi e affascinanti, soprattutto in quelle opere che mantenevano la loro utilità ed efficienza come i ponti. Nulla di più facile che l’ammirazione naturale verso questi miracoli di potenza e ingegno venissero minimizzati che l’intervento diabolico e rivendicati al mondo cristiano con l’opera di un Santo. La formula poi si è ripetuta e diffusa. Lo fanno pensare casi come il Ponte di Tiberio a Rimini e altri ponti romani considerati opere diaboliche; ma soprattutto il ponte dei Saraceni sull’Eleutherus a Marineo, dove la stessa formula spiega un’opera edificata dai musulmani.

Copertina di Dizionario delle figure fantastiche di Carlo Lapucci: il titolo è decorato con alcune figure fantastiche tratte da antiche illustrazioni. Ci sono un uomo nudo e barbuto con la coda e un bastone in mano, due draghi intrecciati con una testa che guarda al sole e l'altra alla luna, una fatina o folletto su una libellula e un piccolo satiro che suona l'aulos.

Descrizione: Libro di consultazione come di accattivante e piacevole lettura, unendo alla documentazione il gusto della scoperta d’un mondo arcano, copre una zona lasciata finora vuota dai repertori. Chiama a raccolta Fate, Spettri, Anime perse, Dame bianche, Gnomi, Elfi, Tempestari, Salamandre, Lupi Mannari, Nani, Folletti, Streghe, Orchi e simili esseri, sistemandoli nella loro diffusione geografica, collegandoli con rinvii per analogie, tipizzazioni, caratteristiche. Vi confluiscono elementi di letteratura, arte, miti, religioni, civiltà diverse, scienza, storia.

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