Buon venerdì, prodi seguaci!⭕

L’arrivo alla Casa Bianca di Trump per il suo secondo mandato e la patetica gara dei miliardari padroni dei colossi del web nel compiacerlo per ottenere favori hanno scosso più coscienze di quanto mi aspettassi e ho visto molto disagio all’idea di rimanere su piattaforme che hanno gettato la maschera e non hanno più intenzione di tutelare intere categorie di persone. Da una che se n’è andata da quello che era il suo social preferito, il fu Twitter, ormai da anni avrete comprensione e un rinnovato invito a mollare Meta e compagnia in favore del Fediverso.

Capisco anche cos’è che frena molte persone, ovvero il motivo per cui, in teoria e in origine, esistevano i social network: i contatti che si andrebbero perdendo. Per che ha un progetto web uscire dai social commerciali equivale a perdere traffico e visibilità e questo, anche se lo si fa per ruzzo e passione, di certo non è bello. Anche se le interazioni che ho raccolto dal Fediverso sono sempre state più ricche e interessate dalla stragrande maggioranza delle visite casuali che mi venivano dai social commerciali, capisco che possa essere scoraggiante visto che so quanto tempo e impegno ci vogliono per curare questi nostri piccoli angolini digitali.

L’unica soluzione è provare a fare qualcosa dal basso ed è per questo che ho aderito a Lit/Ring, un webring (cioè un insieme di siti internet uniti in una struttura circolare) dedicato ai libri e alla letteratura: un modo magari vintage di navigare tra siti e blog, ma che rimanda a una selezione di iniziative fatta da persone che non vogliono i vostri dati o vendervi qualcosa, ma solo farvi trovare contenuti interessanti.

Le regole per aderire sono molto semplici:

  • avere un sito web/blog/rivista online ospitato su un dominio proprio o su WordPress, Blogspot, Medium, etc. Non viene accettato chi scrive solo su un social network;
  • l’argomento trattato dai siti, blog e riviste online deve comprendere anche i libri e la letteratura (recensioni, opere proprie, discussioni);
  • non scrivere robe razziste, sessiste e o che incoraggino comportamenti bigotti o discriminatori;
  • chi entra a far parte del webring deve includere all’interno del proprio sito web un pezzetto di codice che permetta la navigazione verso gli altri siti del webring. Il codice sarà fornito, insieme a eventuale assistenza, dai ringmaster via e-mail.

Se siete interessatə, potete scrivere a Maximiliano: strelnik[chiocciola]gmail[punto]com.

Per provare di persona Lit/Ring, potete scendere fino al footer di La siepe di more dove troverete il widget che vi permetterà di gironzolare lungo l’anello di siti a piacimento.

Aderite numerosə perché le alternative non si fanno da sole!

Buon fine settimana!⛵

Fediverse Reactions

19 risposte a “Un webring per liberarli tutti”

  1. Grazie di cuore Baylee, prima di tutto per l’adesione a Lit/Ring, e poi per questo post di diffusione che ha anche il merito di analizzare i motivi che ancora trattengono molti autori e autrici del web sui social commerciali. Anch’io ho lasciato Twitter da alcuni mesi e sto attrezzandomi per farlo anche su quelli del gruppo Meta, tentando, nello stesso tempo, di conservare i contatti e le relazioni online che ho costruito lì, seppure con una frequentazione saltuaria e raramente interattiva.

    @ Elena: fammi sapere se il vostro progetto è interessato a partecipare al webring; l’importante è che uno tra gli argomenti principali di cui vi occupate siano i libri e la scrittura, sia che recensiate opere altrui sia che pubblichiate contenuti vostri. Se poi decideste di affiancarci anche una parte podcast, va bene lo stesso. Anch’io, oltre ai post testuali sul mio blog, sto cercando di creare qualcosa di simile, sempre a tema libri e letteratura, nel tentativo “pazzo e disperatissimo” di far interessare una parte di persone che ascoltano o guardano podcast (audio e video) anche ai formati che si basano sulla scrittura online.

    P.S.: Mi scuso per il doppio commento, ma mi sa che con Gravatar – che ho dovuto usare per pubblicarlo – ha fatto un po’ di confusione.
    Se vuoi, elimina pure il commento precedente.

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    1. Tranquillo, nessun problema! Se non vuoi usare Gravatar, comunque, il blog è federato e puoi leggerlo e commentarlo da Fediverso!💚
      Infatti, quello è l’unico motivo per cui i social commerciali sono difficili da lasciare sia da parte di chi cura un progetto sia da parte di chi li segue. Nel mio caso, aggiungo anche l’amministrazione pubblica: le mie zone sono state alluvionate di recente e i post di aggiornamento sulla situazione purtroppo erano solo su Facebook, per cui non posso cancellare totalmente il profilo per quanto vorrei. Quindi capisco benissimo chi suo malgrado continua a doverci stare.

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  2. Guarda sarei tentata pure io di mollare il Metaverso perché da persona che fa parte della comunità disabile e neurodivergente trovo gravissimo che Zuckerberg abbia abolito i programmi di Equità, Diversità e Inclusione, che tutelano i lavoratori con disabilità ( e in realtà di tutte le minoranze) dalle discriminazioni sul posto di lavoro affermando che, a suo dire, “Questi protocolli avvantaggiano una categoria di lavoratori rispetto a un’altra”. E purtroppo non è l’unico abilista a dire un’assurdità simile, ma pure Bezos e, guarda un pó, Musk , la pensano uguale. Io non ho parole, veramente. Comunque, a parte lo sfogo, vado subito a cercare la piattaforma che hai suggerito, perché mi sembra molto interessante 🥰

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    1. Oddio, Musk con la retorica del poverino, fa il saluto nazista perché è autistico penso abbia già dato ampia prova delle perle che escono fuori non appena rompi gli argini della decenza.
      Poi oh, nessunə dice che devi mollare tutto dall’oggi al domani (anche se ti fanno venire voglia), unə può semplicemente affacciarsi alla finestra e veder com’è dall’altra parte.
      Dai, vieni anche tu nel webring, il tuo blog è perfetto!💜

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      1. Ci penserò, grazie ❤️ Io vorrei mollare il Metaverso anche solo per protesta per questo parere fuori dal mondo di Zuckerberg, perché non puoi far passare per privilegiata la categoria che in realtà è l’esatto contrario e non ha manco i diritti umani fondamentali al momento. A momenti pure il lavoro smette di essere un diritto fondamentale per noi e l’azienda che ci assume viene premiata come se fosse chissà cosa. Che urto. Musk poi ha un mucchio di soldi ma non si fa diagnosticare ufficialmente e danneggia una comunità intera con le sue idee da Aspie Supremacist. Meglio che non mi esprimo oltre, guarda…

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      2. Sono la dimostrazione vivente che permettere a una manciata di persone di accumulare così tanta ricchezza è un fallimento della società.

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      3. Ehi, mi sono decisa a scaricare Mastodon e ti seguo. Devo ancora mettere l’immagine del profilo ma il nome utente è @catelucinda se vuoi cercarmi 😁

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      4. Ecco, stavo scrivendo tutta contenta il mio primo post con la presentazione e ovviamente c’è il maledetto limite di caratteri per il quale ho odiato Twitter a suo tempo. Accidenti… 🙃

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      5. Alcune istanze hanno un limite di caratteri più alto, però sì, Mastodon ha anche quella caratteristica. Senza limiti ci sono altre piattaforme, sempre del Fediverso, tipo Friendica o Misskey.

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      6. Misskey non la trovo sul mio app store, mi trova Bulbshare, Aria per Misskey e milkshake per Misskey.

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      7. Pure l’altra me la trova come “Racoon di Friendica”. Non capisco.

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      8. A differenza dei social commerciali, di solito per il Fediverso ci sono più app perché il codice è libero e vengono sviluppate più app, alle quali vengono dati nomi diversi (per esempio, io per Mastodon non uso l’app ufficiale, ma Moshidon, perché mi ci trovo meglio). Quindi tutte quelle che hai citato sono app alternative tra di loro per lo stesso social: scegli semplicemente quella con cui ti trovi meglio.

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  3. Pare interessante, mi provo a fare un’idea. Grazie assai per la dritta.

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    1. Certo, ci mancherebbe! Prego!💛

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  4. […] sono imbattuta nel progetto tramite questo articolo di Baylee e mi ha subito catturata, quindi, dopo averci riflettuto, ho deciso di […]

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