Buon lunedì, prodi seguaci!🐉

Come ogni anno, il piano è di leggere libri in tema asessualità e scriverne per la settimana della consapevolezza asessuale, che cade tra il 20 e il 26 ottobre. Non so però quanto riuscirò a fare perché mio padre si è operato (operazione riuscita, per fortuna) e il mio tempo si è un po’ contratto, senza contare la testa che vaga altrove. Vediamo: male che vada, qua vige sempre il detto che si è orgogliosə tutto l’anno!

Divisore rosso, due rami incrociati

Il primo libro pigliato è Asessualità di Caterina Appia, psicologa che si occupa di asessualità da molti anni. Il saggio è uscito all’inizio di quest’anno e praticamente ogni asessuale a parte me lo ha letto: i pareri sono positivi, quindi sono abbastanza tranquilla.

Copertina di Asessualità: Prospettive queer e femministe contro l'allonormatività di Caterina Appia: raffigura le silhouette di quattro draghi volanti. Uno bianco ha tra le zampe un asso di fiori, uno viola un asso di cuori, uno grigio un asso di mattoni e uno nero un asso di picche.

L’asessualità è un tema che sta piano piano uscendo dall’ombra, ma che è ancora troppo poco compreso. Chi fa informazione e divulgazione sull’argomento è costrettə a ripetere sempre gli stessi concetti di base, cioè che si tratta di un orientamento sessuale, che in quanto tale non ha nulla a che vedere con il comportamento e con gli atteggiamenti verso il sesso, e che è uno spettro, in cui le esperienze individuali sono diverse e variegate. Tuttavia, ancora si fatica a comprendere il potenziale politico innovativo dell’asessualità. Le persone asessuali condividono molte delle lotte combattute dal femminismo, dalle persone LGBTQI+ o da quelle con disabilità. Eppure, la loro voce non viene mai ascoltata. Ma se vogliamo costruire una sessualità libera da coercizioni, pressioni sociali, lontana dallo spettro della patologizzazione e della devianza, non possiamo farlo senza riconoscere all’asessualità il suo spazio nel dibattito.

Divisore rosso, due rami incrociati

Il secondo libro pigliato è Intersex a cura di Michela Balocchi e contiene diversi saggi sul movimento intersex, sulla medicalizzazione e sugli aspetti giuridici dell’intersessualità. Siccome la giornata della consapevolezza dell’intersessualità cade sempre nella settimana dell’asessualità cerco di dare un po’ di visibilità anche a loro.

Copertina di Intersex: antologia multidisciplinare a cura di Michela Balocchi: è tutta viola e la X di Intersex è colorata di giallo, mentre il resto delle scritte è in bianco.

Cosa si intende per intersessualità? Cosa significa che le due categorie di sesso socialmente riconosciute – femmina e maschio – non esauriscono la varietà delle caratteristiche di sesso cromosomico, gonadico/ormonale e anatomico nella specie umana? Perché l’anatomia sessuale delle persone nate con tratti intersesso viene trattata con la chirurgia e i farmaci anche quando non comporta problemi di salute e senza attendere che la persona direttamente interessata possa dare il proprio pieno consenso informato? Cosa si intende per diritti umani delle persone intersex? Per provare a fare luce su questi e altri interrogativi, “Intersex” raccoglie gli scritti di autrici e autori che, in diverse discipline, hanno condotto lavori pionieristici sull’argomento. Si parte dalla crisi del modello binario di sesso nella biologia e nella genetica contemporanee – che ha favorito la nascita del movimento intersex – e si arriva fino all’analisi della gestione medica delle variazioni di sesso tra dato biologico e fatto sociale, per concludere con alcune riflessioni sugli aspetti giuridici legati all’esistenza delle persone intersex, guardando al diritto e ai diritti (umani) mancati.

Divisore rosso, due rami incrociati

Eccoci qua: conoscevate uno dei due libri? Cosa avete in programma per ottobre? Avete la vostra bella lista di libri horror che vi aspetta sul comodino? Fatemi sapere!

A presto!🕷️

6 risposte a “PdM 2024: il piglio di ottobre”

  1. Niente horror, c’è talmente tanto orrore in giro che non vado a cercarlo nei libri. In compenso sto leggendo ‘Il castello errante di Howl’.

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    1. Touché. “Il castello errante di Howl” mi manca, dovrei proprio recuperarlo.

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      1. Per ora è carino. E c’è una scena in particolare per la quale ho pensato “ecco dove Miyazaki ha capito che doveva rendere questo romanzo un film di animazione.”.

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  2. Sto leggendo l’ultimo Murakami, La città e le sue mura incerte. Questo scrittore così poetico, col suo realismo minuzioso e le sue invenzioni fantastiche mi piace molto e sarei stata contenta se gli avessero dato il Nobel!

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    1. Murakami non mi sfagiola troppo, ma sono contenta che ti stai piacendo. Per il Nobel, forse è “condannato” dalla sua vasta popolarità, visto che tendono a scegliere autorə meno conosciutə o di nicchia.

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  3. Sì, in linea di massima questo è vero, anche se qualche volta sono stati premiati autori già popolarissimi. Murakami non rientra nel mio “genere”, ma mi affascina per quel suo modo di mescolare realtà e immaginazione e per quel suo stile pacato, che in qualche momento può anche sembrare un po’ monotono e ripetitivo, ma proprio qui, invece, secondo me sta il suo fascino.

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