Buon lunedì, prodi seguaci!🏴‍☠️

Torno sui vostri schermi dopo due settimane, nelle quale sono stata troppo impegnata e stanca per scrivere qualcosa: quindi torno con un post bello lungo sulle mie opinioni sul live action di One Piece, uscito su Netflix a fine agosto con la prima stagione di otto puntate.

Poster di One Piece: raffigura la ciurma sulla nave con al centro Lufy e sullo sfondo la vela con il suo jolly roger.

One Piece racconta la storia di Monkey D. Lufy, un ragazzo determinato a trovare il leggendario tesoro di Gold Roger e diventare così il Re dei Pirati. Ma prima deve trovare una ciurma disposta a seguirlo e una nave…

Mi ero ripromessa di non guardare mai più un live action in vita mia perché tutti quei pochi che ho visto o non mi sono piaciuti o mi sono sembrati assolutamente inutili: poi è arrivata Netlix con quel trailer che faceva pensare che One Piece non sarebbe stata la cagata gigantesca che sembrava sulla carta e quindi ho ceduto. Ho visto One Piece e sono qui a dirvi che non è tremendo come pensavo, ma nemmeno meritevole delle lodi sperticate che mi è capitato di incrociare. E ve lo dirò facendo una miriade di spoiler, quindi se non avete visto il live action o l’anime o non avete letto il manga e non volete anticipazioni, ci leggiamo un’altra volta!

La nave di Lufy, la Going Merry, che prende il largo

Partendo dal principio, One Piece non è un manga/anime che mi sarei aspettata mai trasposto in live action, non solo perché è un universo fantastico estremamente vario e complesso che richiede grande dispendio di effetti speciali, ma anche perché è estremamente legato a un linguaggio cartoonesco sopra le righe che nella vita reale sarebbe, nella migliore delle ipotesi, ridicolo. Capirete bene quindi perché all’annuncio di Netflix praticamente tuttə hanno risposto con grande scetticismo (per questo e perché finora hanno fatto solo live action orrendi, ma questa è un’altra storia).

Da questo punto di vista c’è stato un ottimo lavoro: non mi è sembrato strano vedere Zoro combattere con una katana in bocca o vedere Morgan con un’ascia al posto della mano e una mandibola d’acciaio e in linea generale sono statə bravə a tradurre le esasperazioni cartoonesche del manga/anime in una caratterizzazione realistica per attorə in carne e ossa. Per esempio, Zoro, soprattutto in questa parte iniziale della storia, viene usato spesso per creare delle scenette comiche molto cartoonesche, che sarebbero state terrificanti nel live action: così hanno deciso di renderlo sarcastico e di dargli un sacco di battute caustiche che si sposano molto bene con il personaggio di Zoro per come lo conosciamo.

Poster di Zoro

Certo, il passaggio da manga/anime a live action è stato favorito anche da un casting particolarmente azzeccato: non ho niente di negativo da dire su nessunə attorə sceltə. In particolare, l’attore che interpreta Lufy, Iñaki Godoy, assomiglia in maniera impressionante al suo personaggio anche quando non recita, non mi sorprende che Oda l’abbia voluto come protagonista.

Sono rimasta anche piacevolmente colpita dal modo in cui è stata adattata la trama per farla stare in otto puntate e renderla compatibile con i ritmi di una serie tv: ho apprezzato molto che abbiano reso evidente fin da subito il parallelo tra il percorso di Lufy e il percorso di Koby (e Hermeneppo) e che quindi vediamo fin da subito molto di più nonno Garp, un personaggio che mi ha lasciato un po’ perplessa, ma ne parliamo tra un attimo. Tra i pregi della serie c’è anche aver resistito alla tentazione di piazzare storie d’amore a caso, cosa che in casa Netflix piace molto: mi sembra poi di aver letto che Oda è stato irremovibile su questo (grazie, Oda), ma per un momento ho temuto che ci stessero provando con Nami e Zoro. Non succede: la trama è molto fedele all’originale, anche con i necessari cambiamenti per la differenza del mezzo.

Nonno Garp con Koby e Hermeneppo

E ora veniamo ai difetti, visto che siamo tuttə qua per questo.

Innanzi tutto – e non avrei mai pensato di scrivere una cosa del genere – la storia corre molto. Lo so, lo so, pure io a volte trovo che la storia tenda a trascinarsi, ma ti rendi conto dell’importanza di prendere tempo quando si arriva a una svolta cruciale. Perché è vero che One Piece è una storia divertente e caciarona, ma quando colpisce lo fa in maniera potente. Questo live action mi ha divertita molto, ma non mi ha mai commossa: nemmeno quando mi aspettavo che l’avrebbe fatto, ovvero dopo lo scontro di Zoro con Mihawk e quando Nami chiede aiuto a Lufy (il momento che mi ha fatto davvero innamorare di One Piece).

Entrambe le scene sembrano artefatte e sono molto lontane dall’intensità che trasmette il manga/anime. Parte del problema credo che non ci sia stato abbastanza tempo per costruire quell’intensità; un po’ è dovuta alla recitazione, che mi è parsa molto legnosa in quelle scene; infine c’è il problema dell’assenza di sangue. Sia quando Nami si pugnala il braccio sia quando Zoro giace gravemente ferito non si vede che una modesta quantità di sangue, che nel caso di Zoro raggiunge dei livelli abbastanza paradossali perché tuttə si affannano intorno a lui perché sta perdendo molto sangue (sic) ma noi non vediamo alcuna emorragia in corso e la ferita sembra già vecchia di ore.

Nami, Lufy e Zoro pront- al combattimento

Un altro problema che ha quella scena è la reazione di Lufy, che davanti alla ferita quasi mortale di Zoro sembra mettere in discussione il suo percorso: una cosa che, per il tipo di personaggio che è, non ha senso. Lufy è un protagonista atipico per uno shōnen perché lui è già un leader e sa già quello che vuole: la sua forza sta nel fatto che, sebbene non sembri affatto, è già abbastanza maturo da sapere che non riuscirà a diventare il Re dei Pirati con le sue sole forze e da farsi carico delle vite e dei sogni deə suoə compagnə. Vederlo a schermo totalmente perso e che non sa bene cosa fare l’ho trovato molto sbagliato per il suo personaggio e forse l’unico momento in cui la trama ha davvero deragliato.

Riguardo a Lufy, non è nemmeno apprezzato come lo hanno reso da bambino: invece di un monello pestifero sembra più un lagnone petulante e tutte le scene con Shanks non riescono a rendere bene l’equilibrio tra atmosfera giocosa e momenti drammatici. E anche qui, ho trovato stranissimo che, quando il Re del Mare si mangia il braccio di Shanks, lui non batta praticamente ciglio e non si veda sangue. Un po’ di dolore per dare intensità a una scena drammatica e importante per me ci sarebbe stato bene. Per non parlare del modo in cui viene sconfitto il Re del Mare: nel manga/anime si vede che Shanks fa qualcosa, anche se verrà spiegato più avanti; nella serie sembra semplicemente che lo guardi male.

Shanks sulla sua nave, appoggiato a un barile

Costava troppo fare degli effetti speciali? È possibile, visto che in generale i combattimenti hanno qualche problema di continuità, per così dire. In generale, soprattutto con Lufy e Sanji, si vede qualche cazzotto e/o qualche calcio e poi molto dialogo. Succede anche nel manga/anime, ma tra uno scambio di battute e l’altro se le danno di santa ragione; nella serie si fa fatica a percepirli come combattimenti che mettono alla prova i personaggi. La battaglia finale tra Lufy e Arlong non dà l’idea di scontro all’ultimo sangue: capisco che con un personaggio fatto di gomma che si allunga a piacimento un combattimento simile a quello di manga/anime richieda probabilmente il badget di mezza serie, ma così torniamo al fatto che potrebbero dedicarsi ad altro invece che ai live action e yada, yada, yada.

E a quanto pare gli effetti speciali non sono l’unico ambito in cui si è dovuto risparmiare: anche sugli accessori abbiamo dei problemi. Ce ne sono diversi, ma il più terrificante è sicuramente la spada di Mihawk, che sembra una spada di plastica che si può comprare al discount per farsi il vestito di carnevale. Non scherza nemmeno il cappello di paglia, che pare fatto della stessa plastica di cui sono fatti quei cestini portatutto che si trovano al mercato. Una roba terrificante visto quanto è importante e quanto spesso viene inquadrato. E sì, anche la parrucca di Nami sembra venire dallo stesso discount della spada di Mihawk…

Lufy preso per la maglia da Arlong, uomo pesce-sega

Mi verrebbe voglia di riempire qualcunə dei pugni d’amore di Garp, che sorprendentemente non sono presenti in questo live action. Tra Garp e Lufy pare ci si scambino solo pugni normali, il che è molto triste, perché in primis non rende affatto l’idea del rapporto tra i due e poi perché hanno reso Garp un po’ troppo paternalista.

Ho delle rimostranze anche nei confronti della caratterizzazione di Usopp, che in teoria dovrebbe essere estremamente codardo, ma che sembra semplicemente avere una normale paura in situazioni nelle quali ha davanti a sé avversari troppo più forti di lui. Secondo me non è chiarissimo che la balle che racconta sono uno scostamento da quello che vorrebbe essere e quello che (per il momento) è. Non sono statə gentili nemmeno con il suo talento da cecchino: non lo vediamo mai fare qualcosa di davvero impressionante in tal senso e quasi non si capisce com’è che finisce nella ciurma di Cappello di Paglia. Passava di là per caso e aveva un’amica con un nave disponibile.

Usopp che prende la mira con la sua fionda

Non sono nemmeno felice del fatto che abbiano reso esplicitamente Zoro il primo ufficiale della ciurma. So che questa può sembrare la lamentela di una fan rompicoglioni, ma ho una buona giustificazione. Nell’universo di One Piece ogni ciurma è organizzata in maniera diversa e riflette le idee dellə capitanə. La ciurma di Lufy è piuttosto anarchica: Lufy è sì il capitano, ma non esercita alcun potere sulla sua ciurma. Lufy è il leader che tuttə seguono perché riesce a ispirare le persone al punto da dare loro la forza di seguire i loro sogni e di essere fedeli a se stessə: questo è il suo punto di forza, così come ogni membro della ciurma eccelle in qualcosa e in quell’ambito tuttə si fidano del giudizio e delle scelte dellə compagnə.

In questo senso, non esiste una gerarchia nella ciurma di Cappello di Paglia: tuttə sono sullo stesso piano finché non è richiesta una specifica competenza. Solo in quel caso chi ha quella competenza guida e dà indicazioni al resto del gruppo. Nessunə di loro, per esempio, si sognerebbe mai di contraddire Nami – che è la navigatrice – sulla rotta migliore, nemmeno Lufy.

Nami che si tiene al sartiame della nave

Ora, è vero che Zoro è di fatto il primo ufficiale della ciurma anche se non ricopre questo ruolo perché investito della carica in maniera ufficiale. Tuttavia, è un ruolo che assume con il passare del tempo, in conseguenza alla sua evoluzione come personaggio: di nuovo, semplicemente perché succede così, non perché si formi una qualche gerarchia all’interno della ciurma. Renderlo ufficialmente il secondo di Lufy ha quindi inserito una gerarchia dove non c’era, ha bruciato questo sviluppo del personaggio e ha anche tolto intensità a un particolare momento futuro di tensione tra Zoro e Sanji. Futuro al quale dobbiamo pensare, visto che la serie ha avuto molto successo ed è stata rinnovata per un’altra stagione.

Zoro di profilo

In conclusione, ne consiglio la visione? Se vi ispira e magari siete di quellə spaventatə dal numero pantagruelico di capitoli/episodi per poterlo recuperare in manga/anime, guardatelo: si vede che non è solo un’operazione di marketing e chi ci ha lavorato ha cercato di farlo bene. Vero, il risultato non è esaltante, ma è anche vero che molte cose sono migliorabili con l’andare avanti della serie e quindi si può sperare per il meglio.

Tutta la ciurma con un piede su una botta dichiara qual è il suo obiettivo prima di intraprendere la Rotta Maggiore.

Fatemi sapere se l’avete visto (o avete intenzione di farlo) e cosa ve n’è parso!

A presto!🐑

11 risposte a “One Piece (2023)”

  1. Io lo sto guardando e mi sto divertendo. È leggera e simpatica e la trasposizione non è di certo semplice. La storia mi ricorda la mia infanzia seppur lo abbia seguito molto poco, solo nella prima stagione. Però simpatico.

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    1. Sul fatto che sia divertente, non lo metto in dubbio. Spero che con il successo che ha avuto raddrizzino qualche difetto nella seconda stagione.

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  2. Secondo me con il budget che avevano hanno adattato quello che potevano. Ovvio che si possa sempre migliorare, l’hanno resa più sul cartoonesco che sul sentimentale/emozionale. Io ora parlo da non fan della serie però alla fine mi ci sono trovata in alcuni momenti e meno in altri… su quando è bambino condivido a pieno il tuo pensiero. Magari più avanti cambierà. Lasciamoci questo dubbio.

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    1. Sì, hanno perlomeno fatto una cosa dignitosa. Tieni conto che io parto abbastanza prevenuta, per me tutti questi soldi dovrebbero metterli in nuovi progetti, non nel rifacimento di storie che funzionano già bene così come son! 😅

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      1. Ah, sono completamente d’accordo. Però cercano sempre di prenderne di più e bruciano cose che magari funzionano e sono potenzialmente buone. Purtroppo vende questo e vanno su ciò che vendono per fare altri soldi. E’ una politica becera ma ci si muove il mondo.

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      2. Davvero, non mi capacito del perché le persone non si siano stufate di vedere sempre le stesse storie (e di solito rifatte pure male).

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  3. Ho visto i primi tre episodi e, sebbene non mi abbia fatto schifo, non mi ha spinto a investirci altre cinque ore della mia vita. Forse perché, leggendo il manga, non sento il bisogno di una nuova e differente versione della storia. Credo abbiano fatto un lavoro buono nel tagliare, ho apprezzato meno quello fatto nell’aggiungere, se si capisce cosa intendo.
    Per quel po’ che ho visto, condivido la tua analisi. Il budget ha disposizione era enorme, ma comunque insufficiente. Per me OP, semplicemente, non era da scegliere per un live action, troppo difficile da rendere e troppo costoso. Però l’hanno fatto lo stesso, e si capisce perché: è stra-famoso e implica guadagni.
    Credo che continuerò con il manga e ciao.

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    1. Ho davvero scritto “ha disposizione”?! 😱

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      1. Ahahah, eri davvero stravolto dal budget! 😂

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    2. Il problema è che, nella mia esperienza, il massimo che puoi aspettarti da un live action è che sia passabile, quindi la domanda successiva per me è sempre: ma perché esiste? Con OP non è stato diverso: hanno fatto un lavoro migliore di quanto mi aspettassi, ma sempre di molto inferiore al materiale originale e all’adattamento anime. Anche semplicemente per la mole assurda di effetti speciali, CGI, arredi, trucco e parrucco di cui avrebbe bisogno un buon adattamento.
      Questo strapotere del marketing ha davvero stufato…

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