Buon lunedì, prodi seguaci!

Questo fine settimana ho iniziato l’iconico Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg: un romanzo di cui probabilmente tuttə hanno sentito almeno il titolo e che è ancora amatissimo a giudicare dalle belle parole che lettrici e lettorə continuano a dedicargli. Confesso già che, sebbene non sia nemmeno a metà, lo sto amando anch’io.

Evelyn Couch si era chiusa nella stanza da cucito e, mangiando la seconda vaschetta di gelato al cioccolato, fissava il tavolo ingombro di cartamodelli che non aveva più toccato dal giorno in cui, piena di buone intenzioni, li aveva comprati. Ed era nello studio, intento a guardare una partita di football, e questo non la disturbava affatto perché ultimamente -, ogni volta che lei mangiava qualcosa di altamente calorico, lui la guardava e, fingendosi sorpreso, chiedeva: “Fa parte della tua dieta?”

Aveva mentito al commesso della gelateria. Gli aveva detto che il gelato era per una festa di bambini, ma lei non aveva più bambini.

Evelyn aveva quarantotto anni e, da qualche parte lungo la strada, si era perduta.

Le cose erano cambiate così in fretta. Mentre allevava i due figli di prammatica, “un maschio per lui e una femmina per me”, il mondo era cambiato, diventandole estraneo.

Non capiva più le battute. Le sembravano tutte insulse e il linguaggio dei tempi moderni la scandalizzava. Alla sua età, non aveva mai detto una parolaccia. Così guardava soprattutto vecchi film e programmi di revival. Durante la guerra del Vietnam aveva creduto a ciò che Ed le aveva detto, e cioè che si trattava di una guerra buona e necessaria e che chiunque vi si opponesse era un comunista. Ma poi, più tardi, quando lei aveva stabilito che tutto sommato non si era trattato di una guerra così buona, Jane Fonda aveva già cominciato le sue lezioni di aerobica e l’opinione di Evelyn aveva perso qualsiasi importanza. Covava ancora risentimento nei confronti di Jane Fonda e le sarebbe piaciuto che la televisione smettesse di trasmettere lo spettacolo delle sue gambe slanciate e come prive di peso.

Evelyn Couch, 48 anni, è infelice, delusa e insoddisfatta dal matrimonio e dalla vita in generale. Durante la visita alla suocera in un ospizio, incontra la signora Cleo Threadgoode ed ecco un mondo nuovo si spalanca ai suoi occhi: il caffè di Whistle Stop. Un mondo variopinto di diversi personaggi che la signora ha visto raccogliersi e alternarsi nel piccolo bar-ristorante aperto cinquant’anni prima nel profondo Sud degli Stati Uniti. Il caffè è condotto dalla dolce Ruth e la bisbetica Idgie, una coppia di donne fuggite dai loro uomini e decise a ricostruirsi una vita.