Buon lunedì, prodi seguaci!🍶

Verrà il giorno in cui riuscirò a rimettermi in pari a leggere i vostri post, ma non oggi. Oggi vi lascio una citazione carinissima da Le ricette della signora Tokue di Durian Sukegawa.

Eppure a un certo punto, senza nemmeno sapere il perché, Sentarō si lasciò affascinare dagli azuki nella pentola di rame, I fagioli sobbollivano, immersi nel brodo di cottura. Non ce n’era nemmeno uno che avesse perso la sua forma.

Rimaneva ancora una piccola quantità di liquido quando Tokue spensa il gas e posò un tagliere di legno sopra al sawari. Per far riposare i fagioli, spiegò. Erano tutte procedure che Sentarō non conosceva. «È un bel po’ complicato, eh?» si lasciò sfuggire. Al che Tokue rispose: «Dobbiamo accoglierli nel modo giusto.»

«I clienti?»

«Ma no! I fagioli!»

«I fagioli?»

«Si sono disturbati ad arrivare fin qui, dal Canada.»

Di lì a breve, Tokue tolse il tagliere dalla pentola. Osservò gli azuki e poi versò dell’acqua fredda nel sawari. Per lavarli, disse. Li bagnò a più riprese, accarezzandoli con la punta delle dita, finché l’acqua non fu limpida. La faccia era sempre incollata ai fagioli. Sentarō pensò che sembrava una cercatrice d’oro.

«In questa bottega non c’è mai stato nessuno che fosse così scrupoloso.»

«Se adesso si lavora alla meno peggio, tutta la fatica fatta finora diventa inutile.»

Sentarō si limitò a guardarla, le braccia conserte.

«Mi dica una cosa… È dall’inizio che me lo chiedo, ma cosa… cosa c’è da guardare?»

«Come dice?»

«Cosa guarda tutto il tempo, con il viso appiccicato alla pentola dei fagioli?»

«Faccio solo del mio meglio.»

«Del suo meglio?»

«Su, signor principale, prende la pentola.»

La modesta bottega di dolciumi di Sentarō comincia a prosperare con l’arrivo dell’anziana signora Tokue. Il pasticciere si convince ad assumerla dopo aver assaggiato il suo delizioso e inimitabile an, la confettura di fagioli rossi usata per farcire i dorayaki. Ma Tokue nasconde un segreto ben più inconfessabile della ricetta di una confettura.
Sentarō è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tōkyō, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentarō confeziona dorayaki – dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki – e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lí dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un’adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all’improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un’anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentarō si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione piú gloriosa che Sentarō ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l’anziana signora insegna a Sentarō i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magia: «Si tratta di osservare bene l’aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi». Come madeleine proustiane, i dolcetti giapponesi diventano un pretesto per i viaggi interiori di Sentarō e Tokue, fra i quali si instaura un legame profondo che lascia emergere segreti ben più nascosti e ferite insanabili. Con l’autunno, però, un’ombra cala sulla piccola bottega sotto al ciliegio: quando il segreto di Tokue viene alla luce, la clientela del negozio si dirada e la donna, costretta a misurarsi di nuovo con il pregiudizio e l’ostracismo sociale che l’ha perseguitata per tutta la vita, impartirà a Sentarō e Wakana la lezione più preziosa di tutte. Le ricette della signora Tokue è una favola moderna sull’amicizia, la libertà e la resilienza. Un’ode alla vita di palpabile sensualità che ci insegna a trovare la grazia nell’inaspettato e la felicità nelle piccole cose.