Un cronista di ieri che non poté vedere l’oggi, ma ne sentí il fetore in avvicinamento. Ossimoro vivente e ambulante, smarrito e attentissimo, inflessibile e piegato nel morale, Carlo Rivolta raccontò lo sbandamento dei tardi anni ’70, il grande e cupo impazzimento prima della risacca, tra sequestro Moro, inchiesta «7 Aprile» e storie di crimine organizzato.
Nei suoi articoli, voci gridano prima di cadere nel silenzio, pallottole spaccano cuori, l’eroina invade le strade ed entra persino in fabbrica, tempio violato dell’integerrima classe operaia.
Trent’anni piú tardi, De Lorenzis e Favale, segugi a caccia di un segugio, fiutano l’usta in giro per Roma, intervistano, incollano ritagli e scrivono una storia centrifuga, frullata in un rotor da luna park, dove nessuna complessità è sacrificata alla reticenza, nessun dolore viene taciuto.
Un libro scritto col coraggio della verità.

Ammetto di avere un problema con gli anni di piombo in Italia: per quanto ne legga, ho sempre la sensazione di non averli capiti affatto. Non avendoli vissuti in prima persona e neanche studiati a scuola (faccio parte di quella generazione che la storia finiva appena dopo la Seconda Guerra Mondiale), faccio molta fatica a visualizzare cosa sia stato, davvero, quel periodo.

Magari ho incrociato pessimi racconti, ma mi sembra che troppo spesso ci si focalizzi sul grande scontro tra fazioni estreme contrapposte e si perdano per strada le sfumature e i dettagli capaci di dare significato agli eventi di quegli anni. Devo quindi ringraziare Loredana Lipperini per avermi fatto incrociare questo libro.

De Lorenzis e Favale scelgono di raccontare gli anni Settanta tramite la vita di un giovane e talentuoso cronista, Carlo Rivolta, che ha scritto per testate come Paese Sera, La Repubblica e Lotta Continua. Tramite la sua biografia e il suo racconto di quegli anni (che non è proprio il racconto di quegli anni, quanto il racconto di cosa da lì in poi è cambiato), ho l’impressione di aver imparato davvero qualcosa sulla storia dell’Italia.

Se anche voi, un po’ come me, brancolate nel buio sugli anni di piombo e volete iniziare a capirli sul serio, vi consiglio fortemente questo libro: può essere difficile da seguire in alcuni punti, ma merita tutta la fatica che potrete fare a leggerlo.

PS: Sono tornata – o meglio, il mio pc è tornato a casa. Mi ha fatto fessa e l’hard disk tiene ancora botta: si era guastata la ventola della scheda video, che è stata sostituita alla bell’e meglio perché quel tipo di ventola per quel tipo di scheda video a quanto pare non si trova più. Se regge, bene. Altrimenti vi farò risapere!