Buon venerdì, prodi seguaci!

Vi ho abbandonato per quasi tutta la settimana, ma questo caldo infernale ha fatto evaporare ogni mia volontà di accendere il computer e scrivere qualche recensione. Quanto mi dà fastidio il caldo, gente… finisco per controllare il meteo ogni cinque minuti sperando di vedere temporali e abbassamenti di temperatura come se cambiasse qualcosa da un minuto all’altro…

Infatti, il bilancio delle letture di luglio per la 2018 RHC non è positivo: non ho letto Debito. I primi 5000 anni di David Graeber perché troppo lungo e serio per essere letto con 40°C (confesso che era piuttosto prevedibile che andasse a finire così🤷‍) e non ho ancora recensito Deaths of Jocasta di J.M. Redmann per lo stesso motivo. Recupererò (forse) questo mese…

E per agosto ho deciso di dedicarmi alle task numero 5 e 7.

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La task numero 5 prevede di leggere un libro ambiento o che parla di uno dei BRICS e la mia scelta è ricaduta su Mezzanotte e cinque a Bhopal di Dominique Lapierre e Javier Moro, che racconta uno dei più gravi disastri industriali della storia:

Nel 1984 nell’India centrale si verificò quello che è probabilmente il più grave disastro industriale della storia: nello stabilimento chimico della Union Carbide di Bhopal un incidente portò al rilascio di oltre 42 tonnellate di isocianato di metile, un composto chimico utilizzato per la produzione di pesticidi. Una nube altamente tossica si propagò nell’area intorno alla fabbrica contaminando e uccidendo migliaia di persone.

Siccome non pare che la situazione sia migliorata granché e che migliaia di persone continuano ad ammalarsi e a morire per le conseguenze della contaminazione, ho pensato sarebbe stato interessante approfondire la questione. Mezzanotte e cinque a Bhopal è uscito nel 2001 (nel 2003 in Italia), ma si trova ancora in catalogo.

Alla fine degli anni ’50, mentre migliaia di contadini indiani vengono cacciati dalle loro terre da nugoli di insetti assassini, tre entomologi newyorkesi inventano un insetticida miracoloso. La Union Carbide, la multinazionale che lo produce, decide di impiantare una grande fabbrica nel cuore dell’India, nella splendida Bhopal. I lavori hanno inizio negli anni ’60 e terminano nel 1980, quando la fabbrica gioiello viene finalmente inaugurata. Ma il sogno ha vita breve: il 2 dicembre 1984 la fabbrica esplode causando la morte di migliaia di persone e compromettendo gravemente la salute di molte altre, a causa delle emissioni di gas nocivi.

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La task 7, invece, prevede di leggere un western: quale occasione migliore di terminare finalmente la serie della Torre Nera di Stephen King? Mi manca giusto l’ultimo volume quindi… Ammetto che è un western atipico, ma non posso farmi scappare l’opportunità di terminare una saga… in biblioteca però ho preso anche il sesto, perché non mi ricordo un tubo e ho bisogno di rinfrescarmi un po’ la memoria prima di proseguire.

L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì. Così esordiva la storia, sette libri fa. Ora la caccia è finita: Roland di Gilead, con i compagni che ha raccolto attorno a sé nel viaggio, è di fronte al suo destino. Nelle prime pagine di questo volume ritroviamo il gruppetto sano e salvo, sebbene sparso per ogni dove e ogni quando. Susannah-Mia è stata trasportata dal Dixie Pig di New York in una stanza degli orrori di Fedic, dove vedrà la luce suo “figlio”. Jake e il Père Callahan, con Oy sono entrati nel locale ad armi spianate per salvare la ragazza, ignorando il pericolo in agguato. Roland e Eddie, con John Cullum, sono nel Maine del 1977, e incominciano a capire che il mondo da cui stanno cercando di fuggire è l’unico reale.

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Che ve ne pare? Avete già letto qualcosa? Fatemi sapere come procedono le vostre letture con queste temperature bollenti!

Buon fine settimana!🌻