Buon venerdì, prodi seguaci!☀️

Quasi un mese fa ho letto questo post de Il lettore curioso, in cui Feliscia scrive di musical.ly, il social network che permette di condividere brevi video nei quali si canta in playback e ci si muove a tempo di musica con canzoni famose. L’app permette di aggiungere vari effetti speciali ed è rivolta principalmente al pubblico adolescente, che infatti ne fa largo uso e ha fatto diventare celebri alcunə muser (le persone che postano su musical.ly).

Con la celebrità è arrivata l’immancabile passaggio in libreria con diversi libri che sono immancabilmente finiti nelle classifiche dei più venduti.

La prima reazione che a noi gente adulta viene spontanea davanti a questi fenomeni adolescenziali è: eh? Cosa? Che senso ha? Che roba è? Dopodiché ci limitiamo a scuotere la testa, a deprecare il naufragio dei valori di una volta e a vantarci della superiorità morale della nostra generazione. Bla, bla, bla.

Ma davvero, perché musical.ly piace così tanto?

Passo indietro.

Quando ero alle elementari, impazzavano le Spice Girls e cinque mie compagne di classe (che le amavano proprio tanto) formarono un gruppo Spice Girls Fac Simile (chiamiamolo così). Facevano proprio quello che oggi fanno lə adolescenti su musical.ly: cantavano le canzoni delle Spice Girls in playback e le interpretavano tramite varie coreografie.

Ecco, appena mi sono ricordata questo fatto, musical.ly non era più un fenomeno incomprensibile, ma la versione adattata all’avvento di Internet di qualcosa che probabilmente si è sempre fatto. Fiu, il mos maiorum¹ è salvo!

Feliscia, però, si chiede se esistano libri “giusti” o “sbagliati”, se sia giusto “sfruttare” la popolarità di questi adolescenti per aumentare le tasche delle case editrici.

Non penso esistano libri giusti e sbagliati, ma solo scritti bene o scritti male, per (quasi) citare il buon Oscar Wilde. Tuttavia, la popolarità e la giovane età sono la combinazione ideale per far avvicinare gente senza scrupoli pronta a mungere la mucca finché dà latte, per poi mandarla al macello senza rimpianti. Qui penso siano fondamentali i genitori o comunque le figure adulte di riferimento di questə giovani, che dovranno imparare molto presto a destreggiarsi in un mondo capace di fregare anche chi ha più esperienza.

D’altro canto, una popolarità di questo tipo può aiutare a costruire un’eventuale carriera in ambito artistico-culturale e a chi dice che questə giovanissimə scrivono solo spazzatura vorrei far notare che pochə di noi a quindici anni hanno scritto robe delle quali oggi non si vergognano, o si vergognerebbero se riuscissero a recuperarle dal benedetto oblio nel quale sono cadute.

Inoltre, il fatto che si presentino questi fenomeni letterari ponendo molta enfasi sull’idea che sono i libri di giovani che parlano a giovani come loro mi sembra la spia dell’incapacità dellə adulti di capire le nuove generazioni. Quindi vediamo articoli che gridano all’oltraggio della letteraria decenza e articoli che cercano di capire senza grandi risultati il senso di un libro come #OPS. Interroghiamoci invece sul perché non esistano libri di adulti che parlano aə giovani. E intendo, libri di adulti mandati in classifica dall’acquisto massiccio da parte di adolescenti, non libri che si dice parlino deə giovani, ma che sono in realtà reminiscenze nostalgiche della gioventù di chi scrive.

Che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

Buon fine settimana!💙💙💙

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¹ Il mos maiorum (dal latino mōs maiōrum, letteralmente «usanza, costume degli antenati») rappresenta il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana. Per una società come quella romana, le tradizioni sono il fondamento dell’etica: esse comprendono innanzitutto il senso civico, la pietas, il valore militare, l’austerità dei comportamenti e il rispetto delle leggi. (Wikipedia)