Buon lunedì, prodi seguaci!🍽️

Sto recuperando uno dei libri che mi mancavano dal Piglio dell’anno scorso, quindi eccovi una citazione da Rom, genti libere di Santino Spinelli.

Nei lager tristemente noti di Dachau, Auschwitz, Sachsenhausen, Buchenwald, Mauthausen, Ravensbrück, Chelmno, Treblinka, Sobibor, Belzec, Jasenovach, Lodz, Lachenback e tanti altri, la popolazione romanì subì ogni sorta di indescrivibile violenza, nonché esperimenti pseudo-scientifici e sterilizzazioni di massa. Molte famiglie furono smembrate, molte comunità romanès furono trucidate nei loro stessi accampamenti alle periferie delle città o nei boschi e seppellite in fosse comuni. Infinite le testimonianze di atrocità di ogni genere in tutti i Paese occupati dai nazisti. I Rom e i Sinti furono depredati dei loro averi: denaro, gioielli, immobili ecc., mai restituiti ai legittimi proprietari.

Furono usati come schiavi nella macchina bellica nazi-fascista, ma a fronte di questo «trattamento», alla popolazione romanì non fu data voce alcuna nel dopoguerra. Nessun Rom o Sinto fu invitato al processo di Norimberga nel 1945 per accusare i propri carnefici. Le autorità dell’epoca non vollero riconoscere il genocidio dei Rom e Sinti poiché significava risarcirli non solo economicamente, ma anche socialmente e culturalmente, promuovendo i loro diritti e le loro peculiarità. La società del tempo non era ancora pronta a riconoscere i diritti della popolazione romanì come, del resto, non lo è la società di oggi.

Copertina di Rom, genti libere. Storia, arte e cultura di un popolo misconosciuto di Santino Spinelli: la copertina è rossa con un motivo floreale in stile araldico , anch'esso rosso e riempito con puntini rossi più scuri. Al centro, c'è una circonferenza grigia che riporta il titolo.

Descrizione: Da sempre oggetto di sospetti e vessazioni, di persecuzioni e genocidi (si pensi ai 500mila Rom e Sinti massacrati dai nazisti), il popolo Rom è una delle più antiche minoranze del Vecchio continente, tra le più dinamiche e radicate. Eppure di loro non sappiamo nulla, a partire dal fatto che usiamo Rom come sinonimo di “zingari”, mentre invece si tratta di uno dei cinque gruppi etnici (oltre a Sinti, Kale, Manouches e Romanichals) che costituiscono la popolazione romanì. Per la prima volta, uno studioso Rom italiano ci offre una storia complessiva di questo popolo, dalle migrazioni originarie alla situazione contemporanea, abbracciandone la cultura e i valori sociali, le espressioni artistiche, fino alle organizzazioni politiche. Questo racconto ci restituisce l’identità “invisibile” dei Rom, l’evoluzione di tradizioni e valori millenari tramandati nella quotidianità: un’identità ignorata dagli stereotipi dei campi nomadi che trasformano gli errori di pochi in colpa collettiva; relegata nel ghetto della povertà ed esclusione sociale dalle stesse associazioni di pseudo-volontariato; annientata, infine, dall’attuale politica di assimilazione attraverso la Romfobia. Appartengono alla popolazione romanì celebri attori come Michael Caine, Bob Hoskins, Yul Brynner, Rita Hayworth, il calciatore Michael Ballack, professori di prestigiose università, persino un Premio Nobel, un Principe, un Presidente della Repubblica e un Beato. Prefazione di Moni Ovadia.

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