
Descrizione: Ottocento anni fa, nella Pianura Centrale, sorgeva un regno pacifico e prosperoso chiamato Xianle. La sua ricchezza più grande era il Principe Ereditario Xie Lian, un giovane bello, forte e puro, dotato di ogni virtù, da cui ci si aspettavano grandi imprese. Lui, tuttavia, aveva un’unica ambizione: salvare l’umanità. La sua dedizione era stata premiata quando, a soli diciassette anni, era asceso al Regno Celeste come una divinità. Più in fretta si sale, però, più in fretta si torna giù: per ben due volte Xie Lian è stato esiliato dal Cielo e ha trascorso otto secoli nel Regno Mortale, guadagnandosi da vivere tra esibizioni da saltimbanco e accattonaggio. Ora è asceso per la terza volta, ma ha molti debiti da ripagare per mantenere il suo status divino, così torna tra gli uomini a dare la caccia a fantasmi violenti e spiriti affamati di anime. Qui incontra San Lang, un ragazzo affascinante, con il quale scatta un’immediata sintonia e che appare molto più saggio della sua giovane età. Chiaramente è più di quello che sembra, ma quali misteri si nascondono dietro il suo irresistibile sorriso scanzonato?

Finalmente mi sono decisa a leggere la mia prima light novel: visto che mi avevano convinta a vedere il dònghuà tratto da questa serie di Mo Xiang Tong Xiu e complice la necessità di smaltire qualche credito residuo sul morente MLOL Plus, mi sono buttata in questa nuova esplorazione.
Per chi non lo sapesse, le light novel (costruzione wasei-eigo, quindi un’espressione giapponese fatta con termini inglesi e la cui abbreviazione è ranobe) è una forma di romanzo illustrato nata in Giappone negli anni Settanta e diventata molto popolare a partire dai tardi anni 2000. In Italia ne sono arrivate pochine, ma è molto probabile che il loro numero aumenti vista l’attenzione che stanno ricevendo grazie a molti adattamenti animati molto popolari. Le principali caratteristiche delle light novel sono la loro facilità di lettura, una certa parentela con i topoi del manga, un linguaggio semplice e colloquiale e immagini che solitamente raffigurano personaggi importanti o momenti salienti.
La terza ascesa è una light novel cinese ed è il primo volume della serie della Benedizione dell’ufficiale divino (otto in tutto). A onor del vero, è anche il primo xiānxiá (tipo di fantasy cinese) e il primo dānměi (i boy’s love, BL, cinesi) che leggo: ho collezionato molte prime volte con un libro solo!
La mia impressione generale è positiva: mi sono divertita nel leggerlo e mi ha fatto molto piacere avere qualcosa di leggero per le mani nei frenetici ultimi giorni prima delle feste invernali. Gli unici elementi che hanno acceso la mia irritazione sono stati un uso spregiudicato dei punti esclamativi e occasionali passaggi a un altro punto di vista nel giro di poche righe.
Il primo ha a che fare con la mia scarsa simpatia per i punti esclamativi, cosa che mi è stata inculcata negli anni del liceo e che mi fa percepire come superflua la gran parte di loro al di fuori dei dialoghi diretti. Il passaggio momentaneo a un altro punto di vista, invece, mi è sembrato una pigrizia intellettuale dell’autrice, un barbatrucco per non trovare un escamotage narrativo più raffinato per darci l’opinione di un altro personaggio. Meno male che non succede spesso.
Un altro aspetto che ho notato e che, sebbene a me abbia fatto simpatia, potrebbe urtare i nervi a qualcunə, è stata una certa scrupolosità nell’assicurarsi che lə lettorə capisca e presti attenzione a certi snodi narrativi. Capisco la premura perché si tratta di letteratura estremamente popolare, ma magari qualche lettorə scafatə potrebbe storcere il naso.
Infine, mi sembra il caso di dire due parole sul lato dānměi della storia. Sebbene l’omosessualità in Cina sia stata depenalizzata nel 1997, a partire dai primi anni Duemila la censura si è fatta progressivamente più stringente nei confronti dell’oscenità e dei comportamenti sessuali anormali, due concetti abbastanza fumosi da permettere alle autorità di intervenire pesantemente nelle opere queer. Quindi a seconda dell’anno di nascita di un’opera queer potrete avere vari livelli di (auto)censura: diciamo che, se in un’opera cinese recente annusate un sottotesto queer, c’è un’ottima probabilità che abbiate ragione. Per cui, non aspettatevi le storie esplicite alle quale potreste essere abituatə e siate prontə a imbattervi in una strana dissonanza che fa dichiarare a molti personaggi il loro disgusto nei confronti dei comportamenti omosessuali nel contesto di una storia gay totalmente positiva.




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