Buon lunedì, prodi seguaci!🐓

Manca poco al 40° anniversario del disastro nucleare di Černobyl’, così ho pensato di provare la nuova app di MediaLibrary prendendo in prestito Preghiera per Černobyl’ di Svetlana Aleksievič, che, se non avete già letto, probabilmente conoscerete perché ha ispirato la miniserie Chernobyl del 2019.

Quella pioggia tiepida di aprile… Sono sette anni che penso a quella pioggia… Le goccioline rotolavano come mercurio. Dicono che la radiazione è incolore? Però le pozzanghere erano colorate: verde o giallo lucente. Una vicina mi ha comunicato bisbigliando che a Radio Liberty avevano dato la notizia di un incidente alla centrale nucleare di Černobyl’. Non ho attribuito la benché minima importanza alle sue parole, nell’assoluta convinzione che se fosse accaduto qualcosa di veramente grave la popolazione ne sarebbe stata immediatamente informata. Ci sono delle procedure speciali, segnali, rifugi antiaerei. Ci avrebbero avvertiti. Ne eravamo certi. Tutti senza eccezione avevamo fatto i corsi di difesa civile. Io ci avevo perfino insegnato… Ma la sera di quello stesso giorno la vicina ci ha portato delle polverine. Le aveva ricevute da un suo parente che le aveva spiegato come andavano prese (lui lavorava all’Istituto di fisica nucleare); però le aveva fatto promettere di non dire niente a nessuno. Muta come un pesce! Come un sasso! Ciò che lui temeva di più era di dover rispondere per telefono a richieste di informazioni e chiarimenti…

In quel periodo viveva da noi un nipotino… E io? Io non ci ho creduto neanche dopo la faccenda delle polverine. Penso che in casa nostra nessuno le abbia prese… Eravamo molto fiduciosi… Non soltanto quelli della vecchia generazione, ma anche i giovani.

Copertina di Preghiera per Černobyl' di Svetlana Aleksievič: è rosa acceso con un motivo astratto fatto di linee azzurre.

Descrizione: «Questo libro non parla di Černobyl’ in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. A interessarmi non era l’avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto. Il mistero. Černobyl’ è un mistero che dobbiamo ancora risolvere… Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, destini, generazioni e temperamenti diversi. Credenti e atei. Contadini e intellettuali. Černobyl’ è il principale contenuto del loro mondo. Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l’acqua e la terra. Tutto il loro tempo. Questi uomini e queste donne sono stati i primi a vedere ciò che noi possiamo soltanto supporre… Più di una volta ho avuto l’impressione che in realtà io stessi annotando il futuro». (Svetlana Aleksievič)

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