Buon lunedì, prodi seguaci!🌹

Torno a battere un colpo per mettere nero su bianco l’intenzione di leggere i due volumetti usciti in Italia della serie di Kana Akatsuki, Gli agenti delle quattro stagioni, di cui uscirà l’adattamento animato tra un mesetto.

Visto che sono due bei mattoncini non so se riuscirò a infilarli nelle letture di marzo – perché noi sappiamo bene che questo piglio slitterà automaticamente a marzo, vero? – ma spero che la curiosità vinca.

Divisore giallo, con due fiori alle estremità

Kana Akatsuki, per chi non lo sapesse, è l’autrice di Violet Evergarden, la light novel dalla quale è stata tratto l’omonimo e amatissimo anime. Gli agenti delle quattro stagioni è la sua seconda serie e io confesso di averla presa un po’ perché mi ispirava – inverno e primavera hanno un forte legame anche nelle nostre tradizioni – e un po’ perché tuttə continuano a dirmi che è una serie tanto bella.

Copertina di  Gli agenti delle quattro stagioni (Vol. 1). La danza della primavera di Kana Akatsuki: raffigura la primavera che tiene tra le sue mani una mano dell'inverno. La primavera è una fanciulla vestita prevalentemente di bianco e albicocca, mentre l'inverno è un giovane con un kimono nero.

Descrizione: «La primavera… è qui, sana, e, salva.»
Incapace di sopportare la solitudine in un mondo in cui non esistevano altre stagioni, l’Inverno recise parte della propria essenza vitale e creò la Primavera. Per desiderio della Madre Terra, nacquero anche l’Estate e l’Autunno. Le Quattro Stagioni furono al completo. A farsi carico del loro susseguirsi furono i figli degli uomini. Coloro che esercitavano quel ruolo vennero chiamati “Agenti delle Quattro Stagioni”.
Una fanciulla sta per destarsi, il suo cuore scalpita. La stagione ricevuta in dono da una delle Divinità delle Quattro Stagioni è la “primavera”. Il nome assegnato dalla madre è “Hinagiku”. Lei è la primavera di questo Paese, scomparsa da dieci anni.
Hinagikuha fatto il suo ritorno come divinità in un corpo umano. Si mette in cammino con la sua attendente per combattere coloro che l’hanno rapita e umiliata. Come nella leggenda, nel profondo del suo cuore alberga un sentimento d’amore per l’Inverno.
Dalla penna di Kana Akatsuki, si alza il sipario sulle divinità che abitano fra gli uomini e che hanno il compito di manifestare le quattro stagioni.

Divisore giallo, con due fiori alle estremità

A parte questo, non so veramente nulla di questa serie: il trailer dell’anime sembra caruccio, ma non svela granché e le light novel, a parte alcune fortunate eccezioni, mi sembrano ancora una cosa piuttosto di nicchia, per cui non si trovano nemmeno tante recensioni in giro. Quindi vado in avanscoperta: vi farò sapere come va.

Copertina di  Gli agenti delle quattro stagioni (Vol. 2). La danza della primavera di Kana Akatsuki: raffigura le guardie del corpo di primavera e inverno, una ragazza e un giovane uomo. Portano entrambe una katana al fianco e indossano dei completi eleganti.

Descrizione: « Non lasciarmi sola. Ti prego, torna.»

Incapace di sopportare la solitudine in un mondo in cui non esistevano altre stagioni, l’Inverno recise parte della propria essenza vitale e creò la Primavera. Per desiderio della Madre Terra, nacquero anche l’Estate e l’Autunno. Le Quattro Stagioni furono al completo. A farsi carico del loro susseguirsi furono i figli degli uomini. Coloro che esercitavano quel ruolo vennero chiamati “Agenti delle Quattro Stagioni”.

La giovane divinità della Primavera, Hinagiku, ha al suo seguito una spadaccina che le ha giurato fedeltà eterna. Il suo nome è “Sakura” e ricopre il ruolo di Guardia del Corpo. Sakura sguaina la sua spada per vendicarsi di chi ha rapito la sua amata Signora, di chi è rimasto a guardare la tragedia con indifferenza, di chi le ha ferite. Il suo giuramento è ferreo, sarebbe morta proteggendo la fanciulla della Primavera. Non esiterà. Ha addirittura abbandonato l’amore per l’uomo che ammirava come suo maestro.

Da qui in avanti, sul campo di battaglia sopravviverà solo chi è preparato. Forza, balla la danza della primavera.

Dalla penna di Kana Akatsuki, la storia di una giovane divinità a cui è stato affidato il compito di manifestare la primavera nel mondo.

Divisore giallo, con due fiori alle estremità

Eccoci qua: come va? È tanto che non scrivo: a dire la verità, ho anche delle recensioni pronte, ma mi è preso un attacco di pigro e non le ho trascritte – scrivere tutto a mano ha anche dei lati negativi. Quindi fatemi sapere se state leggendo qualcosa di bello e se avete provato delle light novel che vi sono piaciute tanto (o che proprio vi siete pentitə di aver provato)!

A presto!🌼

6 risposte a “PdM 2026: il piglio di febbraio”

  1. Siccome mi sono arresa al fatto che probabilmente Principessa Bibliofila non arriverà mai in Italia, ho trovato il manga in digitale. Magra consolazione, ma almeno posso leggerlo. Intanto continuo anche Diari della Speziale 😁

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    1. In inglese viene tradotto (quasi) tutto quello che passa per anime, in Italia molto meno, essendo un mercato molto più piccolo. Però dai, almeno riesci a leggerlo in qualche modo!

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  2. Il manga di Principessa Bibliofila è in inglese, mi stavo quasi convincendo a leggerlo in lingua originale anche se non ho mai studiato giapponese, cosa che vorrei fare ma non ho tempo

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    1. Eh il giapponese richiede un po’ di tempo libero, o quanto meno del tempo in cui hai la testa ben disposta alla concentrazione.

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      1. Vero, lo voglio fare da parecchio ma non ho mai iniziato

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