Buon lunedì, prodi seguaci!🩺
Non è il migliore dei lunedì – o la migliore delle settimane – per me, quindi spero che a voi stia andando decisamente meglio. Vi lascio una citazione veloce da Storia dei simboli matematici di Joseph Mazur, che ho in lettura in questi giorni.
E c’è dell’altro ancora. La notazione a vocali e consonanti fa anche di più. Proviamo a immaginare cosa sarebbe l’algebra se, anziché operare su espressioni generali del tipo ax2 + bx + c, fosse costretta a specificare sempre valori numerici specifici per i coefficienti a, b e c. Vorrebbe dire che una qualsiasi soluzione a un problema che coinvolga, per esempio, lo specifico polinomio di secondo grado x2 + 2x + 3 dovrebbe essere concepita come differente rispetto a quella a un problema che porti invece, sempre per esempio, al particolare polinomio di secondo grado 2×2 + 3x + 1, quand’anche la prima suggerisse rapidamente una procedura concreta per determinare la seconda. Ogni singola espressione richiederebbe di essere gestita in modo diverso, pur rivelando naturalmente indizi su come procedere passando dall’una all’altra. Il sistema notazionale a vocali e consonanti di Viète ci arma di uno strumento meraviglioso per contemplare l’insieme e il generale e per lavorare sul qualsiasi e sull’ogni. Anche in questo consiste – e Dantzig sarebbe d’accordo – il potere di elevare «l’algebra al di sopra del livello di un sistema di convenienti abbreviazioni».

La storia dei numeri e dei simboli matematici accompagna e incrementa l’arco della vicenda umana. È una saga epica, costruita dalla specie attraverso crolli di intere civiltà e progressi che sarebbero leggendari, se non fossero documentati. Con gli operatori matematici il genere umano solca i cieli e si avventura nello spazio cosmico, e allo stesso modo affronta il quotidiano sul pianeta. Joseph Mazur attraversa una storia di storie che lascia affascinati: dalla fondazione dei numeri su tavolette a scrittura cuneiforme a Babilonia quattro millenni or sono, all’invenzione dello “zero” nell’India arcaica, per arrivare alla rivoluzione europea, passando attraverso culture perdute come quelle inca e maya. Matematici, filosofi, mercanti, maghi – una folla sterminata contribuisce a un ciclo mitico che ha per protagonisti la somma, la sottrazione, la moltiplicazione, la divisione, l’identità, le radici quadrate, il pi greco, le potenze. La forza dei simboli, liberati nella storia universale, muta la comprensione del mondo e la percezione dello spazio e del tempo – e proprio su questi aspetti, in cui si intrecciano mente e realtà, l’analisi di Mazur risulta capace di svelare associazioni e labirinti inconsci con cui viviamo la realtà d’ogni giorno.


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