Buon lunedì, prodi seguaci!🦑

Oggi è la Giornata mondiale dell’orgoglio bisessuale e per qualche strana congiunzione astrale sono riuscita a leggere qualcosa in tema, quindi eccovi una citazione da Fuori binario di Giuseppe Burgio, un libro che mi sento di consigliare soprattutto agli uomini, indipendentemente dal loro orientamento.

La messa in discussione di queste norme da parte di alcuni uomini ci spinge a concentrare l’analisi su un tema su cui – sembriamo accorgerci solo adesso, quasi con stupore – la letteratura scientifica ha diretto un’attenzione piuttosto limitata: l’eterosessualità. Sebbene sia l’identità sessuale assolutamente maggioritaria, essa appare sottorappresentata negli studi sulla sessualità, trattata come un argomento di scarso interesse. L’eterosessualità è infatti considerata autoevidente, sembra non necessitare di spiegazioni che, in realtà, tutti conoscono e a cui tutti hanno accesso: l’eteronormatività sembra costituire tutto ciò che merita di essere menzionato dell’eterosessualità. Quella maschile, in particolare, è accomunata sic et simpliciter al maschilismo. Della maschilità eterosessuale vengono infatti sottolineati gli effetti negativi che la sua egemonia produce e – di solito – stupro, fruizione della prostituzione e femminicidi sono i temi più trattati dagli studi sulla maschilità. L’eteromaschilità è descritta – esclusivamente – come autocentrata, fallica, sessualmente penetrativa ma impenetrabile, protagonista e padrona dell’ambito dell’eteronormatività. Tale appiattimento dell’intero vasto panorama dell’eterosessualità sulla sua forma considerata ortodossa, cioè egemonica ed eteronormativa, non tiene però minimamente in conto le forze di eterosessualità eterodosse, che pure esistono.

Riconoscere l’esistenza di queste forme di trasgressione della norma eteromaschile non costituisce affatto un tentativo “negazionista” che attenui le responsabilità che il maschile (in particolare quello eterosessuale) ha nei confronti delle donne e delle forme inferiorizzate di maschilità, piuttosto significa non schiacciare i molti uomini che si identificano come eterosessuali nel ruolo di automi conformisti posti a guardia dell’eteronormatività. Inoltre, adottare una focalizzazione differente significa poter notare modificazioni del maschile che, forse, abbiamo sempre avuto sotto il naso…

Copertina di Fuori binario. Bisessualità maschile e identità virile di Giuseppe Burgio. Raffigura la foto del busto di un ragazzo con il volto sfocato perché catturato nel momento in cui si volta di lato.

Della bisessualità maschile la ricerca si è occupata pochissimo, specialmente in Italia. Questo studio intende colmare la lacuna attraverso un approccio inedito: rileggere la vasta letteratura scientifica esistente sull’omosessualità nell’ipotesi che siano stati descritti come omosessuali comportamenti che in realtà sono bisessuali. In parallelo, il volume analizza le trasformazioni contemporanee dell’eterosessualità maschile, caratterizzate da una crescente sperimentazione sessuale. Si ricava così un dossier di desideri, pratiche e rappresentazioni che dimostra l’esistenza di un comportamento bisessuale maschile molto più diffuso di quanto finora abbiamo sospettato, spingendoci a mettere in discussione il modo tradizionale in cui pensiamo alla sessualità maschile e persino il concetto stesso di orientamento sessuale, in direzione di una rappresentazione più fluida, complessa e queer che sfidi i presupposti teorici della ricerca sul genere e la sessualità e induca il movimento LGBTIQ+ ad ampliare l’agenda politica.

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