Buon lunedì, prodi seguaci!🍄
Settembre è iniziato ed è già chiaro che l’autunno ce lo dovremo sudare – letteralmente. Quindi vi lascio una citazione da un libriccino agile, #Antifa a cura di Stefano Catone, e presa dal contributo di Giuseppe Civati alla voce Fascismo.
Alcuni possono sostenere posizioni fasciste – scritto così, evitando eufemismi e inutili giri di parole –, senza saperlo e nemmeno rendersene conto. È fondamentale capire perché lo facciano ma, nello stesso tempo, non è affatto una buona ragione per giustificarli.
La distinzione è nota. Scrisse già Asor Rosa nel 2000, a proposito de Il sentiero dei nidi di ragno: “Calvino dice: dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono”.

Da Buonista a Risorse Boldriniane, passando per Invasione, Lobby Gay e Complotto. Un piccolo manuale di sopravvivenza alla neolingua destrorsa e fascistoide che accompagna le nostre letture quotidiane. Questo è #Antifa, un dizionario antifascista, antifake e antifanatismo. Un libro che contiene le parole e i concetti più utilizzati dalla retorica razzista e sessista che sta prendendo sempre più piede. Ogni lemma viene analizzato e “decostruito”, riportandolo alle reali proporzioni, ai dati, ai fatti. L’operazione è culturale e radicale perché di fronte all’espansione del fenomeno non bisogna indietreggiare, ma fornire strumenti per fronteggiarlo. Tra queste pagine è possibile ritrovare la calma, il senso di giustizia e anche l’ironia per affrontare la comunicazione tossica della campagna elettorale.


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