Buon lunedì, prodi seguaci!🌹
Inauguro l’ultima settimana di agosto nella speranza che sia l’ultima di caldo micidiale (inserite pure delle risate squilibrate) e con una citazione da uno dei racconti (il primo, Biancospini) contenuti in Una ghirlanda per ragazze di Louise May Alcott.
«È stato un gran divertimento! Quando ebbimo ripulito un po’ ed ebbi messo il cibo per la cena nell’armadio ed ebbi detto a Lotty di riscaldare una ciotola di minestra per la madre e di badare che il fuoco continuasse ad ardere, me ne tornai a casa stanca e sporca ma felice di aver trovato qualcosa da fare. È stupefacente quanto poco costino le cose che servono ai poveri eppure essi non riescono ad avere il necessario per comprarle se non lavorando fino a stramazzare a terra. Perché tutto quel che ho acquistato non è costato più di quanto io solitamente spenda per i fiori o i biglietti del teatro o i pranzi e hanno recato così tanto conforto a quelle povere bambine che mi viene quasi da piangere al pensiero di non averlo fatto prima».

Durante un periodo di forzata immobilità, Louisa May Alcott scrisse sette storie ispirate ai fiori. Intrecciando questa meravigliosa ghirlanda per suo diletto e per le sue ragazze, raccontò dell’amore per i buoni libri e per le altre persone, della ricerca della pace e della crescita personale, di quei valori, insomma, sui quali basò la propria esistenza e che volle condividere con le sue lettrici. Mostrò loro come fosse possibile migliorare la propria personalità, e di conseguenza il mondo, con semplici gesti quotidiani, nella scelta delle proprie letture, nella vita familiare o nell’incontro con le altre persone. Dopo oltre un secolo questa straordinaria scrittrice ha ancora molto da insegnare e le sue storie continuano a essere avvincenti, a commuovere, a far riflettere. La prima edizione del libro risale al 1887 e questa ne rappresenta la prima traduzione italiana.


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