Buon lunedì, prodi seguaci!⚡
È passato un altro divertentissimo fine settimana ventoso con annessi alberi abbattuti, quindi come citazione per iniziare questa nuova settimana (la prima di dicembre!) ci sta bene un inno tratto da I canti di Inanna regina del cielo e della terra a cura di Diane Wolkstein e Samuel Noah Kramer.
Fiera Regina degli Dèi Tonanti, o tu Suprema tra gli Dèi Celesti,
Tu Tempesta Tonante, tu inondi di pioggia popoli e paesi.
Tu fai tremare i cieli e scuotere la terra.
Grande sacerdotessa, chi può confortare il tuo cuore turbato?
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Tu saetti come il lampo sugli altipiani. Tu scagli i tuoi fulmini attraverso la terra
Il tuo cenno assordante -, che sibila nell’aria come il Vento del Sud, spacca in due le montagne.
Come un toro selvaggio tu calpesti l’indocile, scuotendo cielo e terra.
Sacra Sacerdotessa, chi può confortare il tuo cuore turbato?
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Il tuo grido spaventoso che declina dai cieli divora le sue vittime.
La tua mano che freme fa sì che la calura del meriggio si libri sopra i mari.
Il tuo incedere notturno per i cieli gela la terra con la brezza sua buia.
Divina Inanna, le sponde d’ogni fiume traboccano della piena del tuo cuore…
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Il settimo giorno, quando luna crescente tocca il pieno,
Ti bagni e rinfreschi il tuo volto con acqua sacra.
Copri il tuo corpo con le lunghe lane della regalità.
Tu ti assicuri al fianco lo scontro e la battaglia;
Li annodi entrambi in una cintura e lasci che lì rimangano.
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Ricevesti in Eridu i sacri ‘me’ dal Dio della Saggezza,
Ti donò il Padre Enki tutti i ‘me’ al sacro suo santuario di Eridu.
Ti mise nella mani regalità e divinità.
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Ascendi tu i gradini del tuo trono elevato
E maestosa vi siedi.
Ad fianco di Dumuzi, il tuo sposo diletto.
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Gli dèi del paese, ansiosi di udire il loro fato, vengono a te.
Gli dèi del cielo e terra si genuflettono dinanzi a te.
Vengono a te le creature viventi e il popolo di Sumer.
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Il popolo di Sumer ti sfila dinanzi.
Catturi col tuo sguardo
Ed assoggetti al tuo sacro giogo.

Questo libro raccoglie i miti della divinità sumera Inanna, Regina del Cielo e della Terra. I canti, ritrovati su tavolette d’argilla risalenti a circa 4000 anni fa, sono stati tradotti dal cuneiforme, la prima scrittura codificata di cui abbiamo conoscenza.
Prima di Gilgameš, Ulisse, Enea e Dante, la più antica discesa negli inferi di cui abbiamo registrazione è stata compiuta da una donna, Inanna. È lei che per prima affronta la catabasi iniziatica, guidandoci alle sette porte del mondo infero.
Nella cultura sumera la conoscenza è contenuta nei me, concrezioni delle qualità della sapienza stessa; questi codici sono custoditi da Enki, il Dio della Saggezza. Inanna li sottrae con l’astuzia a Enki, portando in dono la conoscenza al popolo di Uruk.
I canti di Inanna sono la testimonianza del passaggio culturale e politico da culti agresti a culti pastorali, da religioni legate alle divinità femminili al nuovo patriarcato che si andava affermando spiritualmente e politicamente.
In questi miti la potente forza cosmica, intellettiva e sessuale delle grandi dee del passato non è stata ancora del tutto asservita alle istituzioni religiose pastorali, si tratta perciò di una testimonianza unica e preziosissima. In quanto mito vivo I canti di Inanna ci ispirano e ci mettono in guardia, fornendoci una genealogia mitografica che può diventare una straordinaria forma di impoteramento femminista.


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