Buon lunedì, prodi seguaci!🍂
Girovagando tra gli scaffali della biblioteca ho adocchiato questo libriccino di poesia curda. Incuriosita e desiderosa di leggere dei versi dopo tanta prosa, me lo sono portata a casa (dopo aver registrato il prestito, eh, non pensate male!😜).
Sono rimasta incantata dalla poesia curda: gioiosa e delicata ma anche dolente e battagliera, a causa della triste storia di repressione del popolo curdo. Se vi capita sottomano qualche libro di poesia curda, non esitate a prenderlo!
Quella che vi propongo oggi è Essere liberi di Gegherxuin (XX secolo).
Vivere è bello, quando si è liberi
tutti, uomini e donne, non tu e io soltanto,
liberi di dire la nostra,
di vagabondare per mari e terre,
liberi di bere e mangiare, di lavorare e giocare,
liberi di sceglierci il cammino.Non trovo le parole; non so con chi prendermela.
Per quanto tempo ancora vivremo incatenati,
nell’oscurità, nella vergogna?
Basta.
Finiamola, con l’ignoranza, andiamo verso la luce!
Spada alla mano, liberiamoci dai mostri
e ritroviamo la fierezza di un nome
così caro, così sacro per noi tutti.

Nascosta tra le montagne, dimenticata dal mondo come il popolo da cui nasce, la poesia kurda canta l’amore e la guerra, la passione per la propria terra e la libertà. Negli ultimi settant’anni, dopo la spartizione del Kurdistan tra Iran, Irak, Siria e Turchia, racconta le atroci persecuzioni di cui è vittima il popolo kurdo, fino allo sterminio con armi chimiche nell’Irak di Saddam Hussein e alla guerra senza quartiere in Turchia. Questa raccolta presenta, per ogni secolo, le opere più significative della poesia kurda d’autore e del ricchissimo folklore kurdo. Nelle espressioni di una cultura e di una lingua millenaria, oggi represse e proibite, si rivela l’anima di un popolo innamorato della propria terra e della libertà.


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