Buon lunedì, prodi seguaci! ^^

Oggi si riparte con i libri dopo un’intensa settimana di post sull’asessualità (a proposito, grazie a tutt* per l’attenzione, i commenti e l’interesse che avete mostrato per l’argomento, non avete idea di quanto mi abbia fatto piacere: davvero, davvero, grazie). E dire che si riparte alla grande con una citazione da Il genere di Dio di Selene Zorzi.

Concludendo questa breve rassegna di schemi relazionali, e ricordando che la polarità maschile/femminile è stata a lungo considerata uno dei principi costitutivi del reale, possiamo forse comprendere meglio come mai si arrivi a volte a reazioni così scomposte e violente di fronte alla semplice affermazione che femmine si nasce e donne si diventa o che maschile e femminile sono costruzioni sociali e possono cambiare e di fatto mutano. Siamo di fronte alla messa in questione di uno dei fondamenti più ancestrali con cui organizziamo la realtà, quella a partire dalla quale fondiamo anche tutte le altre nostre certezze come quella che la terra sta ferma… salvo poi venire a scoprire che in queste preciso momento stiamo correndo ad alta velocità nell’universo perché la vita non si divide in bianco e nero, ma è fatta per lo più di “cinquanta sfumature di grigio”.

Scomporre o mettere in dubbio questa polarità oppositiva è come ledere dalle fondamenta il nostro sistema del mondo e anche la nostra identità.

Occorre allora ricordare che quando si mette mano al martello pneumatico per rompere il pavimento – l’arché, i principi primi delle nostre visioni della vita – spesso non lo si fa per un prurito distruttore, ma in vista di fare il massello e permettere così a un pavimento di risultare più consolidato, più aderente alla realtà.

Questo libro nasce dalla consapevolezza che quando l’Italia un giorno sgomenta svegliandosi ha scoperto che tutti parlavano del Gender, la Chiesa e la teologia si sono ritrovate spesso appiattite o ricondotte a posizioni di gruppi fondamentalisti.Il bisogno che ha generato queste pagine, seguite a confronti e dibattiti pubblici, è che la chiarezza dommatica, la spiegazione dei testi biblici, il rendere chiara la dottrina della Chiesa sia un servizio necessario per evitare che l’ignoranza, il non sapere cioè di questioni importanti che attingono all’umano come immagine del divino che è in ognuno, degeneri al punto da proclamare verità ciò che è invece solo confusamente ci viene dato di conoscere.Le questioni principali degli studi di genere a cui la teologia può offrire un contributo prezioso, sono in questo volume affrontate con un linguaggio semplice perché chiaro, supportato da studi sedimentati nell’autrice che ha il coraggio di sostare quando le risposte indicano il bisogno di una ricerca ancora aperta.Pagine che lette fino alla fine ci apriranno il cuore e la mente a una più corretta interpretazione di quell’essere, come creature, immagine del Creatore che sì ci fece maschi e femmine, ma soprattutto ci fece a sua immagine.

2 risposte a “Citazione della settimana – “Il genere di Dio” di Selene Zorzi”

  1. i ruoli di genere rigidi sono costruzioni culturali da abbattere quando stabiliscono una gerarchia (tipo le donne sono emotive, gli uomini sono razionali, cavolata assoluta) l’essere uomo o donna (cisgender nella maggioranza dei casi o transgender in alcuni casi) non è riducibile a una costruzione culturale, io non sono un uomo cisgender per cultura, lo sarei anche in un’altra cultura. Quello che cambia nelle culture e anche all’interno della stessa cultura sono i modi di essere uomini e donne che sono tanti quanti gli uomini e le donne, modi più frequenti e meno frequenti statisticamente ma sempre legittimi

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    1. Le parole per indicare il sesso sono maschio e femmina. Uomo e donna indicano l’identità di genere. “Uomo cisgender” è un’identità di genere (significa che sei un uomo a proprio agio con il genere assegnatoti alla nascita), “maschio” è un sesso (che significa che hai un certo tipo di caratteri sessuali). I ruoli di genere (maschile e femminile) sono un altro elemento ancora, e attengono alle caratteristiche che una certe cultura assegna al maschio e alla femmina. Così, per chiarezza.

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